3 Agosto 2015

BUFERA SUL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA

BUFERA SUL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA

ESPOSTO CODACONS ALLA
PROCURA E  AUTORITA’ ANTICORRUZIONE: CHIARIRE LA POSIZIONE DI ALCUNI
DIRIGENTI GIA’ INDAGATI PER REATI CONTRO LA P.A.

È sotto gli occhi di tutti l’inaccettabile situazione del gioco d’azzardo in Italia e l’altrettanto scandalosa inerzia che ormai da un anno il Dipartimento Politiche Antidroga ha nei confronti dei programmi di prevenzione del gioco, oltre che delle tossicodipendenze in generale. I fondi pubblici appositamente stanziati e a disposizione del Dipartimento non vengono da mesi utilizzati per attivare progetti di prevenzione e sostenere la ricerca, con danni pesanti e irreparabili, ma contemporaneamente però si assiste al finanziamento di agenzie  per scopi e finalità del tutto irrilevanti e che non tengono conto delle reali necessità ed emergenze del Paese.  
La criticità che questa situazione genera per la salute umana è oramai evidente, ma pare che questo sfugga del tutto al Governo ed in particolare al Dipartimento Politiche Antidroga che dovrebbero coerentemente lavorare, con tutti i mezzi a disposizione, per ridurre tali fenomeni.
Il CODACONS, dopo numerosi appelli al Premier Renzi rimasti inascoltati, è stato costretto a  denunciare alla Procura della Repubblica di Roma e all’Autorità Anticorruzione che da più di un anno il Dipartimento Antidroga non ha posto in essere alcun intervento, ovvero adottato misure adeguate ed effettive dirette a prevenire o comunque limitare tale emergenza sociale, soprattutto per i minorenni. Nessun progetto è stato realizzato al fine di promuovere la definizione e la diffusione di linee guida esistenti sulla prevenzione e la cura basate sulle evidenze scientifiche. Il DPA non avrebbe neppure utilizzato i fondi specifici erogati dai Monopoli per la realizzazione dei progetti di prevenzione atti a limitare l’emergenza sociale del gioco d’azzardo. Nell’esposto l’associazione chiede di accertare che fine hanno fatto quei finanziamenti.
Ma vi è di più: l’associazione ha segnalato alle autorità competenti che all’interno del Dipartimento Politiche Antidroga svolgerebbe un ruolo fondamentale per la programmazione e allocazione dei fondi un dirigente comandato dalla Regione Calabria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la quale risulterebbe – in base a notizie di stampa pubblicate negli scorsi mesi – indagata nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (che ha coinvolto vari assessori regionali)  proprio per presupposti reati contro la pubblica amministrazione in relazione ad un fraudolento utilizzo di fondi pubblici (circa 10 milioni di euro) tramite le così dette “agenzie in house”.
Il Codacons chiede dunque se non sussista un possibile conflitto di interessi essendo tale dirigente anche Presidente di una associazione privata, organismo quest’ultimo che risulterebbe collegato a un centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle P.A, finanziato direttamente da DPA.
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il Codacons ha chiesto inoltre di valutare l’opportunità che un soggetto coinvolto in una indagine per gravi reati contro l’amministrazione pubblica possa rivestire un ruolo così rilevante all’interno della stessa Presidenza del Consiglio, soprattutto in relazione all’allocazione di finanziamenti pubblici.

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