14 Gennaio 2017

Bufera sui premi all’ Atac Meleo difende Fantasia Pd: “Falso il rischio cause”

    Bufera sui premi all’ Atac Meleo difende Fantasia Pd: “Falso il rischio cause”
    quintavalle,
    vicina ai grillini, scrive a raggi: cosa hanno fatto per meritarli? la
    cgil: “insulto a utenti e dipendenti che patiscono disagi quotidiani”

    LORENZO D’ ALBERGO LE proteste delle opposizioni, i mal di pancia dei lavoratori, le repliche dell’ assessora alla Mobilità Linda Meleo e dell’ amministratore unico di Atac Manuel Fantasia. Diventa un caso l’ accordo sui premi di produzione destinati a 52 dirigenti e sbloccati dopo un quinquennio di stallo dall’ ingegnere nucleare piazzato dal M5S al timone dell’ azienda di via Prenestina. Il primo a saltare sulla notizia è proprio il vertice della municipalizzata dei trasporti. La replica è in realtà un’ accusa diretta ai predecessori: «Arrivato in Atac, tra le varie anomalie che ho trovato, c’ era anche questa: dal 2000 sono stati calpestati i diritti dei lavoratori». L’ adeguamento dei contratti dei manager che negli ultimi anni hanno traghettato l’ azienda verso un passivo da 1,3 miliardi di euro e i 2,5 milioni di premi di produzione arretrati arriverebbero quindi per evitare futuri contenziosi con i vertici degli uffici: «L’ azienda – fa presente Atac – in passato è risultata soccombente». Ecco, allora, il ritorno degli incentivi eliminati dal 2012 al 2016 e una stretta di mano che di certo non farà disperare i dirigenti della partecipata sull’ orlo del crac. «L’ operazione – continua la difesa di Atac – consente di liberare oltre 9 milioni di euro e migliorare il bilancio 2016, riconoscendo ai lavoratori circa 15 milioni di euro». Arretrati che, almeno per ora, i dipendenti non hanno ancora visto. Ieri i sindacati non si sono fatti pregare: «La scelta di premiare i dirigenti – attaccano il segretario generale della Cgil di Roma Michele Azzola e il segretario della Filt Cgil Eugenio Stanziale – suona come un insulto alle decine di migliaia di cittadini che ogni giorno subiscono disagi enormi ed è uno schiaffo ai lavoratori ». Faisa Confail, invece, sull’ onda della notizia ha dato il via all’ iter per la richiesta di una giornata di sciopero. Alla lotta si è unita anche la pasionaria Micaela Quintavalle. La leader di CambiaMenti M410, considerata vicina al M5S, ha scritto direttamente alla sindaca Virginia Raggi e chiesto chiarimenti sull’ accordo: «Visto lo stato in cui versa l’ azienda, quali sono gli obiettivi raggiunti dal management? ». La stessa domanda deve essersela posta il presidente del Codacons Carlo Rienzi: presenterà un duplice esposto all’ Anac e alla Corte dei conti sulla transazione. Lo scontro ha inevitabilmente occupato anche l’ agenda politica. L’ unica voce a favore di Manuel Fantasia è quella dell’ assessora Meleo: «Alcuni dirigenti hanno fatto ricorso, il tribunale ha dato loro ragione e l’ azienda è stata condannata a pagare. Ma non ci sono solo i manager. Riconosceremo scatti di anzianità finora non erogati a circa 3mila dipendenti. Con noi in Atac la musica è cambiata». Una sinfonia che non piace al senatore Pd ed ex assessore ai Trasporti Stefano Esposito: «Meleo mente per coprire un accordo con Cisl e Uil (i sindacati che ieri hanno scritto all’ amministratore di Atac chiedendo l’ apertura di un tavolo per riconoscere i premi a tutte le categorie di dipendenti, ndr). Non c’ è nessuna causa persa. Sfido l’ assessora a tirar fuori la causa di un dirigente sui premi di produzione. Non esiste un giudice che davanti a un’ azienda tanto disastrata darebbe ragione a uno dei manager che ne ha causato il tracollo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Secondo l’ azienda l’ accordo sui dirigenti potrà liberare 9 milioni nel bilancio 2016 Esposito: “Quale giudice darebbe ragione ai responsabili di un tale sfacelo?” Micaela Quintavalle, leader del sindacato CambiaMenti-M410.
     

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