Bufera Siae per il Cda rieletto dopo la rimozione
-
fonte:
- Il Messaggero
LA SIAE rielegge il vertice bocciato dal Consiglio di Stato dopo il ricorso del Codacons, ma si spacca. Numerosi iscritti si dissociano, circola un documento durissimo, volano accuse. La bufera sulla società degli autori e editori si aggrava. Tanto che qualcuno, come Mogol, quasi si augura un nuovo commissariamento: «A questo punto», dice il celebre autore e presidente dell?Uncla, il sindacato degli autori di musica leggera, «sarebbe il male minore, servirebbe a capire la gravità della situazione. Il diritto d?autore è sempre più minacciato e nessuno lo difende. E la cultura popolare, privata del sostegno pubblico, rischia l?estinzione».
L?ultimo capitolo della saga Siae si è consumato ieri mattina in un?atmosfera carica di tensione. L?assemblea, indetta per nominare il nuovo cda dopo l?intervento della magistratura per vizio di forma, si conclude con la rielezione delle cariche annullate a dicembre, cioè il presidente Franco Migliacci e i consiglieri Diego Cugia, Giovanni Natale, Ivan Cecchini. Ma i membri dell?Uncla, che rappresenta oltre l?80 per cento della Siae (qualche nome: Mogol, Gino Paoli, Adriano Celentano, Gigi D?Alessio, Pino Donaggio, Paolo Conte, Robby Facchinetti…) non ci stanno e, su invito di Gino Paoli, abbandonano polemicamente l?aula dopo la lettura di un durissimo j?accuse che parla di violazione delle norme statutarie, denuncia le «laute consulenze» e il potere di certi consiglieri, accusa gli stessi d?inerzia e incapacità e di aver fatto assumere alla Siae «il ruolo di spettatrice» nella lotta alla pirateria.
Commenta Cugia lapidario: «La risposta a queste accuse è la maggioranza che ci ha rieletti: due terzi, dunque superiore alla prima volta». Migliacci aggiunge: «Non capisco la polemica di Mogol contro la Siae. Il bilancio della società si è chiuso in perfetto pareggio nel 2003 con incremento dei diritti. Quelli legati alla multimedialità sono cresciuti del 160 per cento…». Il presidente cita poi l?equo compenso entrato nel cinema e i nuovi accordi con tv satellitari, gestori telefonici, produttori di dvd. Mogol incalza: «Per difendere la proprietà intellettuale e la cultura popolare, che nessun governo ha mai considerato, occorrono decisioni urgenti. Siamo in piena emergenza».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
