1 Agosto 2017

Bufera in Campidoglio, suicidio politico del M5S: opposizione Pd in festa

 

 

Nel partito è scattata una guerra in cui volano le pugnalate alle spalle. L’addio di Mazzillo è amaro: ha scoperto in una chat che la giunta – e il sindaco in testa – stavano cercando un suo sostituto per Lavori pubblici e Patrimonio allora ha deciso di batterla sul tempo e rassegnare le dimissioni. Deputati, consiglieri e senatori dell’opposizione fanno i salti di gioia mentre il M5S si sfascia grazie ai kamikaze grillini.
D’altro canto Raggi aveva lanciato un messaggio chiaro ai suoi collaboratori: qui ora si lavora e non si fanno polemiche. Questa, parafrasando, la frase del sindaco della Capitale, sommersa dalle emergenze più disparate, dall’acqua, ai conti Atac, al Codacons in rivolta, fino alle indagini all’Acea. “Chi fa polemiche si taglia fuori da solo”, ha detto Raggi. Mazzillo di polemiche ne ha fatte, poi, seguendo alla lettera il suo sindaco, si è tagliato fuori dai giochi e ha lasciato il Campidoglio con un assessore in meno.

E proprio mettendo sullo stesso livello la crisi idrica e quella della giunta capitolina, commenta il deputato Pd Umberto Marroni su twitter: “La Giunta Raggi come le tubature romane fa acqua da tutte le parti. Le tubature si possono e si devono aggiustare, col M5S non v’è rimedio”

“Potrebbe sembrare la sceneggiatura di Beautiful, ma ahimè, ricorda più quella di Boris”, scrive ironicamente su Twitter Giulia Tempesta, consigliera del Pd. E se le tragedie greche dei 5 Stelle sembrano senza fine proprio come la telenovela in onda da decenni, l’ironia amara della situazione è proprio quella della serie tv Boris. “L’unico segnale che la giunta Raggi sta dando a Roma e ai romani è quello di fragilità e incapacità di governo. Mazzillo rimette le deleghe da Assessore alla casa, dopo essere stato sfiduciato dalla Sindaca. Un anno passato a nominare cda, aumentare poltrone e sfiduciare assessori e manager. La lotta intestina al movimento 5s, gli ordini dettati da Milano dalla Casaleggio e associati e la presunzione di questa amministrazione stanno provocando una situazione più che seria a Roma, una città che sta sperimentando sulla sua pelle cosa sia il governo del movimento cinque stelle”, ha dichiarato il capogruppo capitolino del Pd Michela Di Biase.
“Nuova puntata dello psicodramma romano sulla giunta Raggi. È la conferma che in Campidoglio regna il caos e Roma è in balìa degli eventi. Tra passi indietro, omissioni, dimissioni, ritiro di deleghe e faide interne, ogni giorno da più di un anno c’è un incidente nuovo. Peccato che a rimetterci, come sempre, siano i romani” ha invece commentato il senatore del Pd Stefano Esposito.
Francesco Storace non ha peli sulla lingua e twitta brevemente: “L’assessore Mazzillo si offende e consegna alla Raggi la delega al patrimonio. In questi casi si risponde con un calcio in culo”.
La deputata del Pd Lorenza Bonaccorsi mette la pulce nell’orecchio al M5S e insinua che forse Mazzillo ha lasciato perché non era in grado di gestire i conti: “Mazzillo rimette le deleghe perché avrebbe appreso da una chat che la Raggi vorrebbe nominare due nuovi assessori. Cosa c’è alla base di questa scelta? La contrarietà allo strapotere della Casaleggio associati o la consapevolezza che i conti del Comune sono talmente deteriorati per cui è meglio abbandonare la barca prima del naufragio?”.
Anche il deputato del Pd Marco Miccoli non si lascia sfuggire l’occasione per commentare l’ennesimo fallimento del M5S in Campidoglio: “La giunta Raggi perde i pezzi. Ogni giorno un nuovo addio, a questo punto mancano solamente le dimissioni della sindaca Raggi, per la gioia di tutti i romani”, scrive amaramente.

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