25 Febbraio 2020

Bufala del paziente zero bellunese e allarme dei finti addetti Usl

Come in ogni emergenza non mancano gli sciacalli. Dagli ignoti che hanno diffuso in questi giorni svariate bufale sul paziente zero morto per coronavirus ad Auronzo o Feltre o ancora Cortina. Fino a, notizia di ieri, i falsi operatori Usl con tampone a domicilio che svaligiano le case. In entrambi i casi sono in corso indagini. FAKE NEWS Ieri mattina il sindaco di Auronzo, Tatiana Pais Becher, ha presentato denuncia contro l’ ignoto che ha diffuso un posto allarmante su un fantomatico decesso per coronavirus ad Auronzo. «Altra #fake su presunto caso a Feltre trasferito a Padova. È falso», precisava ieri l’ assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin. Circolava invece di bocca in bocca il presunto caso di contagio a Cortina: anche questo senza fondamento. LA TRUFFA «Dopo la truffa dei prezzi di gel igienizzanti e mascherine venduti sul web a prezzi esorbitanti, si stanno registrando in Veneto truffe porta a porta, con finti addetti della Croce Rossa o altri enti sanitari che, con la scusa di eseguire il controllo del tampone per la ricerca del Coronavirus, chiedono denaro o si intrufolano nelle case dei cittadini», mette in guardia il Codacons. «Si tratta di sciacalli senza scrupoli, veri e propri ladri – prosegue la nota – che tentano di raggirare specialmente gli anziani, distraendoli al fine di rubare oggetti preziosi nelle abitazioni o chiedere somme di denaro per i finti controlli medici eseguiti. Per tale motivo presenteremo un esposto a tutte le Procure della Repubblica del Veneto, chiedendo di aprire indagini sul territorio per i reati di truffa, violazione di domicilio e violenza privata, accertando i responsabili dei raggiri».

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