24 Aprile 2010

“Buche, truffa continua ai cittadini”

Carte in procura. La fabbrica delle buche killer raccontata ieri nell´inchiesta di Repubblica arriverà lunedì sul tavolo del procuratore generale di Roma in un esposto denuncia del Codacons: «Chiediamo che la magistratura apra un´indagine per truffa aggravata – dice il presidente dell´associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – e avvii gli accertamenti tecnici necessari ad appurare se effettivamente le aziende che hanno effettuato in questi anni la manutenzione stradale abbiano utilizzato materiali scadenti in qualità e insufficienti in quantità. Chiediamo che si acquisiscano le testimonianze degli "asfaltisti" che hanno raccontato in quale modo le aziende abbiano sistematicamente truffato i romani. E chiediamo infine che si accertino le modalità con cui sono stati elusi i controlli». Il capogruppo del Pd, Umberto Marroni, e il vicepresidente della Commissione ambiente, Athos de Luca, hanno presentato un´interrogazione urgente al sindaco per sapere quali forme di controllo e ispezione siano state adottate per scongiurare «comportamenti fraudolenti da parte di chi interviene» e per «far emergere eventuali speculazioni sulla sicurezza stradale». Ma sotto i riflettori non ci sono solo le infinite buche in cui gli automobilisti si giocano gli ammortizzatori, e i motociclisti, spesso, la vita. C´è anche il modo con cui il Campidoglio sceglie le aziende alle quali affidare i cantieri. «Quel 75 per cento di lavori a trattativa privata è un dato incredibile», dice il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd nella commissione Lavori pubblici del Senato, «si capisce che l´unico vero interesse non è la sicurezza del trasporto né la qualità dei lavori. Si saldano cattiva amministrazione e cattiva impresa, con i risultati che ogni giorno tutti sperimentiamo. Ma nella discussione sul nuovo codice della strada, la maggioranza ha bocciato in Senato i nostri emendamenti che avrebbero introdotto criteri più restrittivi per gare e manutenzioni». «Anziché fare per tempo la manutenzione delle strade – scrivono Marroni e De Luca – il Comune è ricorso a interventi di somma urgenza», un metodo che «può diventare un espediente per affidare, senza gara e senza limiti, ingenti lavori con ampia discrezionalità». Condizioni che «non danno alcuna garanzia sulla qualità e sulla trasparenza. «All´indomani della revoca del cosiddetto "appaltone", la scelta di attivare procedure più rapide si è resa indispensabile per le condizioni estremamente critiche delle arterie romane», replica l´assessore Fabrizio Ghera, elencando i meriti della sua amministrazione: «La consegna dei lavori in anticipo sui tempi previsti» ai Fori, in via Nazionale e in via IV Novembre; l´attivazione «dell´Scg, la struttura di controllo e ausilio per la gestione della manutenzione stradale»; l´ordinanza del sindaco che prevede sanzioni per «le società che operano per l´apertura dei cavi» se non rispettano i capitolati. La città resta il groviera di sempre, ma con nuove speranze: «Stiamo studiano una class action per i residenti dei quartieri pieni di buche», avverte il Codacons. Il rischio di dover riconoscere risarcimenti con molti zero potrebbe essere un notevole deterrente, per i signori dell´asfalto a buchi.

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