24 Luglio 2015

Buche stradali, la procura apre un’ inchiesta: lavori fatti male

Buche stradali, la procura apre un’ inchiesta: lavori fatti male
il
sospetto: usato meno bitume del necessario. controlli nelle arterie
stradali più disastrate e indagini sul meccanismo di assegnazione degli
appalti.

Sono la trappola quotidiana per migliaia di automobilisti e centauri, vittime d’ infortuni ma anche d’ incidenti mortali. Un’ insidia di cui ha fatto le spese pure Daniel Craig, uscito malconcio dalla sua Aston Martin a causa di una buca durante le riprese a Roma dell’ ultimo film di James Bond. La loro presenza è, però, lo specchio di un’ amministrazione composta da funzionari incapaci, e in alcuni casi corrotti. Le buche nelle strade sono uno dei problemi annosi della “città eterna” che però adesso la procura ha messo nel mirino aprendo un’ indagine finalizzata ad accertare quale sia la qualità del manto stradale. L’ inchiesta potrebbe rivelarsi deflagrante. Tra gli obiettivi del pm Alberto Galanti c’ è infatti capire il funzionamento del sistema di assegnazione dei lavori di manutenzione e il risultato potrebbe essere lo scoperchiamento di un mondo inquinato dal malaffare come mostrano le crepe disseminate un pò ovunque. Chiesta una consulenza tecnica Il primo passo degli inquirenti è stato disporre una consulenza per verificare il livello di bitume nell’ asfalto. Il sospetto è che le aziende addette alla manutenzione utilizzino una percentuale di catrame più basso di quello previsto dall’ Anas nella costruzione – o riparazione – di una strada. Il livello di conglomerato bituminoso, secondo il gestore della rete stradale, dovrebbe oscillare entro una forchetta compresa tra il 4,5% e 6,1 %. Tuttavia una denuncia del Codacons dimostrerebbe che nelle strade capitoline il bitume sia presente in misura del 3,97%: una percentuale troppo bassa che comporta il rapido deterioramento del manto stradale. I controlli saranno effettuati nelle arterie stradali più a rischio incidenti per la condizione dell’ asfalto. L’ altro versante dell’ inchiesta ha lo scopo di fare luce sui criteri di trasparenza nell’ assegnazione dei lavori. Il compito del pm è capire quant’ autonomia abbiano i singoli municipi nel bandire le gare. Il dubbio è che dietro ogni vittoria si nasconda una tangente. Un male che si riverbera sulla tenuta delle strade asfaltate dimenticando la sicurezza dei cittadini.
 

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