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31 Gennaio 2019

Buche stradali, emergenza dopo la neve e le piogge E il risarcimento è una beffa

la città metropolitana non ha fondi per intervenire sulle provinciali. ecco la mappa delle zone più colpite
Prima la neve e il ghiaccio. Poi le notti di gelo. Infine la pioggia abbondante. Ne sanno qualcosa gli automobilisti costrette a fermarsi pericolosamente lungo le strade della provincia di Bari con le vetture danneggiate da una buca apparsa improvvisamente distruggendo i copertoni. Perché un conto salatissimo degli eventi atmosferici arriva anche dalle strade: i fenomeni hanno rovinato ulteriormente un manto stradale che sui circa 1.700 chilometri di provinciali era già disastrato. L’ emergenza Buche, avvallamenti, pezzi di asfalto saltati, solchi, crateri, piano stradale sconnesso: l’ elenco è lungo. Così come quello delle strade di competenza della Città metropolitana: circa 270, a cui si aggiungono 10 ex statali. Alcune sono lunghe, altre sono soltanto piccoli tratti di una manciata di chilometri o semplici bretelle di collegamento. Su tutte ci sono problemi. Franco si sposta ogni giorno da Corato ad Andria percorrendo la provinciale 231 (ex statale 98): «Ho distrutto due pneumatici del lato destro, prima quello anteriore poi quello posteriore. Una buca micidiale che non sono riuscito a evitare perché comparsa dalla sera alla mattina. L’ ho beccata per due giorni di seguito». Segnalazioni di strade danneggiate arrivano da tutta la provincia, dalla Murgia alla costa, dalla direttrice lucana a quella tarantina. «La situazione è complicata – ammette il consigliere della Città metropolitana delegato alla viabilità, Michele Laporta – perché abbiamo pochi soldi per la manutenzione e soprattutto perché per alcuni anni non è stato fatto nulla, se non qualche intervento di emergenza. Stiamo cercando di rimediare avendo sempre come obiettivo primario la sicurezza degli automobilisti». La mappa L’ elenco degli interventi effettuati negli ultimi giorni è lunghissimo: sulla strada provinciale 114, la Monopoli-Conversano; sulla 50 Cozze-Conversano; allo svincolo Bitritto Nord della 236; sulla circonvallazione di Noci; sulla Triggiano-Castellana, l’ ex statale delle Grotte orientali. E poi nei giorni precedenti sulla 106 Gioia-Rutigliano; sulla 231 (l’ ex statale 98); sulla 122 Rutigliano-Turi; sulla 27 Tarantina; sulla 94 Casamassima-Noicattaro; sulla 41 di Altamura in direzione Laterza; sulla Adelfia-Rutigliano; la Modugno-Palese; la 236 Bari-Cassano-Santeramo-Matera; la Gioia-Sammichele e sulla Gioia-Putignano. «Nell’ ultimo fine settimana le ditte che si occupano del pronto intervento – dice Laporta – sono state impegnatissime. Gli interventi più importanti sono stati sulla Conversano-Cozze e sulla Conversano-Monopoli. Siamo intervenuti anche a Bitritto su un cratere che avevamo appena chiuso. In altri casi si è provveduto a segnalare situazioni di pericolo». Denunce e risarcimenti «Dall’ Avvocatura mi hanno detto che hanno ricevuto parecchie telefonate da parte di cittadini che hanno detto di voler presentare richiesta di risarcimento danni – prosegue Laporta – Prevedo che ne arriveranno, ma nessuno può dire per quante l’ amministrazione dovrà realmente pagare perché il danno è tutto da dimostrare». E quanto sia difficile ottenere un risarcimento lo spiega anche Dario Durso, un avvocato del Codacons che da tempo si occupa di queste pratiche. «Su questi casi ora c’ è grande attenzione perché nessun ente locale paga senza dare battaglia: il Comune di Bari arriva anche in Cassazione prima di risarcire un eventuale danno. Ma le procedure non sono semplici perché il ricorrente deve documentare il danno riportato attraverso il verbale del carro attrezzi. E soprattutto deve dimostrare che rispettava i limiti di velocità: è quello che in termini giuridici si definisce “onere gravante di diligenza”. Allo stesso tempo si deve dimostrare che la buca non era visibile e che non si poteva evitare. Ripeto, il percorso non è facile e l’ esito non è scontato. Può anche capitare – conclude – che al ricorrente spetti il pagamento delle spese legali». Le origini dell’ emergenza «Paghiamo il prezzo di alcuni anni di mancata manutenzione – dice ancora Laporta – e a questo va aggiunta l’ esiguità delle risorse a disposizione. Il momento critico è iniziato nel 2014 con il passaggio dalla Provincia alla Città metropolitana, una riforma che purtroppo è rimasta incompiuta e che ha portato a un taglio delle risorse e del personale: non ci sono più i cantonieri, il cui compito era il controllo delle strade». E poi c’ è la questione dei soldi: «Noi per la manutenzione ordinaria mettiamo in bilancio un milione e per quella straordinaria uno e mezzo. All’ epoca della Provincia le due poste erano di 10 e 15 milioni, ma compiti e competenze non sono cambiati». Come funziona La Città metropolitana per fronteggiare le situazioni di emergenza può contare su due squadre di pronto intervento che operano nelle due zone – A e B – in cui è divisa la rete delle strade. Le ditte sono aggiudicatarie di un mini appalto da 20-30mila euro che viene effettuato periodicamente. «Loro – spiega Laporta – intervengono su segnalazione, presentano un rapporto e documentano la spesa. Quando la somma che abbiamo messo a disposizione si esaurisce, provvediamo a un altro mini appalto. Adesso stiamo pensando di mettere a disposizione una cifra superiore, anche 100mila euro». Gli investimenti Al momento sulle provinciali sono aperti tre cantieri: due per la sistemazione della segnaletica (da 520mila euro ciascuno) e uno per il ripristino dell’ asfalto (da poco più di un milione). Per tutti e tre ci sono fondi regionali. Per altri 11 cantieri si sta completando l’ iter burocratico. Fra questi c’ è quello da 1,6 milioni del ministero delle Infrastrutture, ai tempi di Graziano Del Rio, per il “miglioramento delle condizioni di sicurezza” di 10 strade metropolitane. «Questi soldi – spiega Laporta – fanno parte di uno stanziamento straordinario di 24 milioni in sei annualità: la prima da 1,6 milioni e le successive da poco più di 4». Poi in calendario e ci sono i lavori di sostituzione di due ponti sulla 231 nei pressi di Ruvo e sulla lama Balice. Altri lavori sono in calendario a Castellana per la circonvallazione e sulla 240 a Capurso. Ed è attivo il cantiere sulla Rutigliano-Adelfia per l’ allargamento a quattro corsie nella zona della Divella. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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