11 Marzo 2018

Buche, piano Marshall tra 15 giorni “Ma non chiudono le sei arterie”

Rattoppate le voragini più pericolose. Ritardi negli interventi strutturali annunciati dalla sindaca Raggi L’ emergenza buche? Tutto sotto controllo, spiega il Comune. Almeno per ora, le principali strade non chiuderanno, come prospettato solo pochi giorni fa in una lettera inviata ai vigili urbani dagli uffici tecnici del Comune in cui si parla di strade in ” condizioni ormai non più sanabili con interventi di manutenzione ordinaria”: tra queste, via di Battistini, via Portuense, via Magliana, ” più altre da valutare nei giorni a venire”. D’ altronde, la chiusura di queste strade avrebbe aggravato il caos e il Campidoglio è corso ai ripari: venerdì le squadre di pronto intervento del Comune hanno coperto, con asfalto mescolato a caldo, le buche a Casal dei pazzi e in alcuni tratti di via Battistini, Colombo, Ostiense e Laurentina; ieri hanno lavorato in zona Arco di Travertino. E da lunedì copriranno le buche in via Appia Nuova, corso Francia, via Flaminia Nuova, via del Castro Pretorio, via Colli Portuensi, via Ugo Ojetti, via Cassia Nuova e via di Valle Aurelia. Le altre, soprattutto le vie secondarie gestite dai municipi, chissà. Nella speranza che non ci si metta anche il maltempo: la pioggia, prevista per oggi e domani, bloccherebbe i lavori. Il problema è il solito: a Roma si deve sempre correre ai ripari in emergenza. Le buche non fanno eccezione. Anche perché ci vorranno almeno 15 giorni lavorativi prima che entri a regime il ” Piano Marshall” annunciato dalla sindaca Raggi per risanare, come gli Usa per l’ Europa del dopoguerra, strade che, infatti, sembrano bombardate. Il piano della sindaca ha bisogno dei tempi tecnici per dare il via alle nuove squadre di pronto intervento e impegnare i 4,5 milioni previsti, di cui 3 con bandi pubblici e il resto gestiti dai municipi con procedure negoziate con le imprese iscritte all’ albo del Comune. Nel primo caso, i bandi richiedono almeno 35 giorni; nel secondo, bisogna impegnare i soldi, mandare la lettera di invito ai concorrenti e aspettare almeno dieci giorni per ricevere le offerte. Nel frattempo, si naviga a vista con gli occhi sulla strada per fare lo slalom e il naso all’ insù sperando che non piova. E i cittadini fanno da sé: ieri al Testaccio un gruppo di residenti, con il presidente della commissione lavori pubblici del I municipio, ha coperto alcune buche pericolose in via Zabaglia e vicino via Marmorata. Non è l’ unico caso di amministrazione fai da te: all’ Infernetto, dove la situazione è drammatica per l’ incolumità di pedoni e automobilisti, c’ è chi propone di acquistare sacchi di asfalto e procedere in maniera autonoma. Il “Piano Marshall” ha messo subito a disposizione dei minisindaci un milione per chiudere le buche ma è solo una toppa. Le buche sono troppe e basta il passaggio di poche macchine per riaprirle. Da un rapporto del Codacons emerge che oggi ci sono buche nel 93% delle strade; su un totale di 6mila km, quasi 5,6mila hanno problemi di tenuta e urgente bisogno di manutenzione. Due fa i chilometri incriminati erano meno di 5mila. E le buche sono molto più profonde: nel 2016 la media era di 4,5 cm, oggi sfiora i dieci. « In due anni la situazione è collassata » , spiega Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione che tutela gli interessi dei consumatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
salvatore giuffrida

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