21 Marzo 2018

Buche in città ecco cosa fare se l’auto subisce un danno

 

Le nevicate e il freddo delle scorse settimane presentano il conto: le strade della Brianza sono ridotte ad un vero e proprio colabrodo. Già di per sé rovinate, ora versano in una condizione pesantissima. E a farne le spese sono soprattutto gli automobilisti costretti a percorrerle ogni giorno. A Monza la situazione è ancora più difficile a causa delle “cicatrici” lasciate dai lavori per l’installazione della fibra ottica.
Codacons sul piede di guerra

Sul caso è intervenuto in questi giorni anche il Codacons. L’Associazione parla di una situazione ormai insostenibile e di una viabilità pericolosa per tutti gli utenti della strada.

“A Monza i residenti denunciano condizioni indegne e strade che, se percorse in motorino o bicicletta, rappresentano un rischio di caduta praticamente certo – si legge nella nota diffusa. Stessa situazione in Brianza: le recenti condizioni meteorologiche hanno aggravato la situazione nelle arterie particolarmente trafficate che già in precedenza avevano denunciato fondi piuttosto precari. Le buche hanno raggiunto un numero tale da rendere impossibile una circolazione sicura – prosegue il Codacons. Si tratta di buche di tutte le forme e dimensioni, passiamo da alcune piccole, che quasi sfuggono alla vista, ma estremamente profonde, ad altre lunghe quasi un paio di metri. Il Codacons diffida il comune di Monza Brianza per l’aviazione di un serio processo di ripristino di tutte le strade, a partire dalle più trafficate”
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Nel frattempo l’associazione ha diffuso una “guida” su come comportarsi nel momento in cui doveste subire un danno a causa del manto stradale:
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1 La prova del fatto: quando si cade in una fossa stradale, prima di togliere l’auto dall’avvallamento apertosi sull’asfalto, è opportuno procurarsi, proprio in questa fase, delle prove mediante fotografie scattate con il cellulare o il verbale della polizia municipale o stradale oppure un testimone.

2 La prova del danno: il momento successivo è la dimostrazione del danno subìto dal mezzo o dalla nostra stessa persona. Se, nel primo caso, la fattura del gommista, del batti lamiera o dell’elettrauto è più che sufficiente a garantire la prova del danno, per chi invece ha riportato contusioni o altre lesioni fisiche solo il certificato di pronto soccorso può dare quel margine di certezza per poter poi rivendicare il risarcimento.

3 L’insidia e l’onere della prova: la prima cosa da sapere è che la responsabilità della pubblica amministrazione si presume, salvo che quest’ultima dimostri che l’evento si è verificato per un caso fortuito, ossia per un fatto imprevedibile e inevitabile. Il caso fortuito, però, potrebbe consistere nel comportamento dello stesso conducente che, andando per esempio veloce con l’auto o, comunque, oltre i limiti stabiliti dal codice o dalle concrete condizioni della strada, abbia agevolato egli stesso il rischio del danno.

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