Buche in Centro, una donna in ospedale
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fonte:
- Il Messaggero
e’ stata ricoverata al santo
spirito e dovrà essere operata «e’ il terzo incidente del genere, ora
denuncio il comune» germana di fabio, 64 anni, si è ferita in piazza del
popolo cadendo sui sampietrini divelti: frattura scomposta del gomito
IL CASO Ha il braccio sinistro fasciato, nel reparto di ortopedia dell’ ospedale Santo Spirito gli infermieri le hanno appena dato un antidolorifico per placare il dolore e forse lunedì i medici riusciranno a operarla, ma Germana Di Fabio, 64 anni, tra i denti tiene stretto un altro dolore che si mischia alla rabbia e all’ indignazione: è quello di finire per la terza volta, in pochi anni, all’ ospedale a causa delle buche stradali della Capitale. Le stesse buche killer che invadono nove municipi su quindici e che sono finite al centro di un’ inchiesta condotta dalla Procura di Roma. L’ ultima caduta è avvenuta solo ieri, in pieno Centro, a piazza del Popolo. Due passi dal caffè Rosati. La signora Germana aveva terminato un controllo dal dentista e per svolgere delle commissioni si stava recando, da via Cola di Rienzo, in via del Corso. Ma ecco che per colpa di un sampietrino divelto e di una buca finisce in terra: frattura scomposta dell’ omero diranno poi i sanitari con l’ obbligo di un intervento chirurgico. E sarebbe il primo, cui la signora Germana si sottopone «Perché – dice – in 64 anni non sono mai finita in sala operatoria e se penso che ci dovrò andare per colpa delle inadempienze di questa città, la rabbia mi acceca». Suo marito, Giovanni Quacquarelli, basito di fronte a una situazione che definisce «paradossale e vergognosa perché non c’ è una strada di Roma che non versi in condizioni pietose» per tutto il pomeriggio ha fatto avanti e indietro tra l’ appartamento che la coppia abita in via dei Mille e l’ ospedale. Il cane da far uscire e a cui lasciare da mangiare, le prime necessità da portare alla moglie ricoverata. «Se penso che portavo le scarpe da ginnastica – continua la signora Germana – mi devo considerare anche fortunata, non ho mai intentato una causa contro il Comune perché dovevo lavorare, gli avvocati costano ma ora basta non è escluso che stavolta perseguirò le vie legali». Solo qualche mese fa, infatti, ci ha rimesso diverse costole, cadendo proprio a causa del manto accidentato, in via Nazionale. All’ inizio del 2015 scivolò, sempre per una buca, in via di Ripetta. «Mica strade di periferia» conclude, cercando di abbozzare un sorriso. LE BUCHE E il suo è soltanto l’ ultimo caso che va a sommarsi a una lista interminabile di nomi e storie che quotidianamente parlano di caviglie, ginocchia e polsi rotti nella migliore delle ipotesi e di traumi cranici e interventi chirurgici nelle situazioni più drammatiche. Il Codacons solo nei primi dieci mesi del 2015 ha raccolto le denunce di 250 persone che hanno subito solo a Roma danni fisici e materiali ad auto e scooter a causa delle buche stradali e che per questo s’ inseriranno, come parte offesa, nel procedimento avviato dalla Procura in vista di un eventuale processo. La polizia di Roma Capitale, per il primo semestre del 2015, dal primo gennaio al 30 maggio scorso, ha elaborato una graduatoria allarmante: 2.101 incidenti riconducibili ad anomalie del manto stradale. E pensare che il Campidoglio, molto prima delle dimissioni del sindaco Marino, aveva annunciato alla fine di agosto un piano straordinario anti-buche da ben 109 milioni di euro per risistemare il manto stradale della città. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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