Buche, il piano Marshall sprofonda in un limite di velocità a 30 all’ ora
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fonte:
- la Repubblica
Era il 3 maggio 2017 quando i cittadini dell’ Axa scesero in strada per manifestare contro il limite di velocità a 30 chilometri orari imposto per ragioni di sicurezza dal Campidoglio sulla via Cristoforo Colombo. «Con i grillini andiamo a 30 all’ ora», ironizzavano i cartelli della protesta. La misura si era resa necessaria a causa dei mille dossi provocati dalle radici dei pini che costeggiano la strada a scorrimento. Tre mesi prima la sindaca aveva annunciato, fiera, la partenza dell’ operazione “Strade nuove” con «l’ apertura di cantieri in tutta la città, in un anno, per 85 milioni di euro». Risultato? Proprio ieri Giuliana Di Pillo, la minisindaca M5s di Ostia, ha deciso la chiusura della via Ostiense a moto e scooter fino alla stazione di Ostia Antica: «In motorino io ci vado e ho sempre pensato che quella strada fosse pericolosa – ammette Di Pillo – fino a quando non verrà messa in sicurezza io ho chiesto di chiuderla». La richiesta della presidente del X municipio è corredata dalla prospettiva di eliminare a stretto giro le piante che costeggiano la Colombo, l’ Ostiense e la via del Mare. Ricette utili all’ opinione pubblica come indicatori dell’ efficacia dei grandi piani per il restyling delle strade annunciati più volte dall’ amministrazione centrale. Dalle “Strade nuove”, che nuove non sono mai diventate, al piano Marshall propagandato dopo la nevicata del febbraio scorso, che ha reso le arterie cittadine molto simili a dei percorsi da Camel Trophy: prevedeva l’ investimento di «17 milioni di euro, con l’ obiettivo di garantire la copertura di 50.000 buche in un mese, per una media di oltre 1.500 al giorno in tutta la città». I lavori sono partiti, ma in ordine sparso. Con 40 interventi ancora in corso sul totale di 90 programmati sulle strade della grande viabilità, dall’ Appia Nuova, alla Tiburtina a via Gregorio VII. C’ è un però: i restyling riguardano per la maggior parte solo alcuni tratti di strada. Il dipartimento ai Lavori pubblici del Campidoglio fa sapere che dopo la nevicata «sono stati svolti oltre 20mila interventi di copertura buche e risistemati 25mila metri quadrati d’ asfalto». Numeri che fanno da contraltare ai dati raccolti dal Codacons: dal 12 febbraio agli inizi di marzo l’ associazione per la tutela dei consumatori ha contato 4.347 incidenti causati dalle buche stradali, che avrebbero coinvolto 230mila macchine, 80mila motorini. Una strage di gomme forate e cerchioni deformati dagli spigoli dell’ asfalto. La risultante è una pioggia di richieste di risarcimenti di danno pervenute in Comune, per un totale di 1 milione 150mila euro. Se il piano Marshal stenta a decollare, la passata di asfalto magico cosparso in via sperimentale su una manciata di strade del III e VIII municipio a quattro giorni del voto, non ha fatto altro che indispettire ulteriormente la cittadinanza. L’ effetto elettorale, non a caso, per il M5s è stato deflagrante. Con Amedeo Ciaccheri incoronato presidente della Garbatella al primo turno e la grillina Roberta Capoccioni fuori dal ballottaggio per la corsa al parlamentino di piazza Sempione. «Roma ha bisogno di un sostegno – affermava la sindaca nell’ aprile scorso – attendiamo l’ insediamento del nuovo governo per fare un discorso un po’ più ampio». L’ interlocuzione, a quanto trapela dell’ assessorato ai Lavori pubblici, «è a buon punto». Intanto però le opere già pianificate vanno a rilento. «Avevano annunciato l’ avvio dei lavori di rifacimento in via Giovanni Conti sei mesi fa – esclama il consigliere comunale dem, Marco Palumbo – se tutto va bene partiranno lunedì prossimo». La viabilità secondaria è al collasso. «Stiamo completando un dossier municipio per municipio – rileva il consigliere comunale di Fi, Davide Bordoni – la situazione continua a essere insostenibile, i quartieri sono martoriati dalle buche». Perché? Degli 85 milioni promessi a marzo dell’ anno scorso 78 sono ancora fermi. E a Roma non si circola più. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
luca monaco
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