18 Aprile 2006

Buche, fatevi risarcire



STRADE Una “mappa“ dei percorsi disastrati: sono in periferia, ma anche in centro. E i consumatori insorgono `Buche, fatevi risarcire` Tra buche dell`asfalto e spartitraffico dagli spigoli acuminati gli pneumatici degli automobilisti modenesi, e talora anche la loro incolumità, continuano a essere a rischio. Il problema riguarda ovviamente ogni parte d`Italia, ma la nostra è fra le più battute dal traffico pesante, oltre che da un gran numero di autoveicoli, e dunque risulta particolarmente vulnerabile. “Intendiamoci, Modena non è… la Luna ? osserva Ercole Toni, responsabile dell`associazione VivereSicuri ?, anzi, mi sembra che rispetto agli anni passati la manutenzione stradale stia migliorando. Ciò non toglie che nel capoluogo e in provincia vi siano ancora numerose strade costellate da crateri. Il più delle volte la colpa è semplicemente del maltempo, ma talora i lavori di ricopertura (le classiche `pezze`) non bastano e bisognerebbe rifare completamente interi tratti di strada“. Toni percorre chilometri al giorno soprattutto in città e può tracciare una sorta di mappa, seppure incompleta, di strade e stradine dove sarebbe necessario il rifacimento del cosiddetto manto stradale. “Partirei, senza la sicurezza di…arrivarci in fondo, da via Munarola, ad Albareto. Non è una gran strada, ma è vicina alla Canaletto ed è in una posizione strategica. Soprattutto i camion ne hanno massacrato il fondo e i lati. Provare per credere (magari a bordo di una jeep)“. Ma i dissesti non riguardano solo la periferia: “In pieno centro vi sono buche fra via Ganaceto e via Emilia o fra corso Cavour e Corso Vittorio, per fare due esempi. Il fatto è che, come è emerso anche nel corso di un convegno che si è tenuto di recente al Baluardo, i camion stanno divenendo sempre più pesanti, superano i 400 quintali, e la strade sono sempre meno adeguate a `supportarli`. Si aggiunga un altro problema: molto spesso le vie sono attraversate da scavi per la posa di fibre ottiche o tubature ? spiega il responsabile di VivereSicuri ?. Molto spesso, per non creare eccessivi disagi agli automobilisti, gli scavi vengono ricoperti in tempi brevi e non vengono compattati adeguatamente. E` come per certe ferite che, curate male, non si rimarginano mai“. I danni ai copertoni o alle coppe d`olio sono esperienza comune, ma talvolta capita che a fare le spese dei dissesti stradali siano gli automobilisti, i ciclomotoristi o i ciclisti. “A noi si rivolgono più utenti della strada di quanto si possa immaginare ? dice Fabio Galli, vicepresidente regionale del Codacons (Coordinamento delle associazioni a tutela di ambiente e consumatori) ?. Così come ci circola a bordo di un veicolo deve essere consapevole di andare incontro a una serie di responsabilità, anche la pubblica amministrazione può essere responsabile di danni arrecati a terzi utenti della strada in caso di omessa o cattiva manutenzione della stessa. Per essere più precisi, costituisce insidia stradale ogni situazione di pericolo che l`utente medio, usando la particolare diligenza richiesta dal contesto in cui si trova, non può obiettivamente prevedere. Per escludere la responsabilità risarcitoria dell`ente è necessaria la dimostrazione da parte dell`ente stesso che, nonostante l`insidia, l`utente fosse soggettivamente in grado di evitarlo“. Per banalizzare, se si esce di strada ai centoventi all`ora non c`è buca che tenga, ma se si va piano e si esce lo stesso l`ente deve risarcire.

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