Buche e voragini, tangenziale colabrodo E anche in città ‘si balla’ sull’ asfalto
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fonte:
- Il Resto del Carlino
‘squarcio’ di 60 centimetri alla rotonda dell’ uva, in via morane il manto è tutto crepato
di VINCENZO MALARA PUOI scommetterci quello che vuoi: una buca in tangenziale la trovi sempre, specialmente dopo i giorni di pioggia. Il problema delle strade gruviera non è nuovo e basta un attimo per riaccendere dibattiti e proteste degli automobilisti. Ecco un po’ di maltempo e la rabbia torna ai livelli massimi: ieri abbiamo parlato delle ‘ferite’ sulla Modena-Sassuolo, a prevalente gestione Anas, trasformatasi di nuovo in un colabrodo. L’ episodio più clamoroso mercoledì sera, dopo l’ uscita 17 bis, nel tratto verso Baggiovara, dove si è aperta una vera e propria voragine. Almeno quindici le segnalazioni alla municipale di mezzi danneggiati: a stretto giro è intervenuto anche il Codacons spiegando come ottenere il rimborso. Com’ è la situazione a Modena e sulla tangenziale che abbraccia la città? La prima risposta arriva dalle pagine social in cui si commentano gli articoli sullo stato precario della Modena-Sassuolo: qui sono decine gli automobilisti ‘generosi’ che non risparmiano segnalazioni e commenti non proprio clementi sulle strade sotto la Ghirlandina. Abbiamo così verificato di persona questa sorta di mappa sulle buche più pericolose. Va subito detto che la situazione in tangenziale è meno grave che in passato grazie agli ultimi interventi di Comune e Anas sui rispettivi tratti di competenza, ma le problematiche restano, specialmente in caso di pioggia e scarsa visibilità. La prima voragine, venendo da via Morane, la incontriamo alla rotonda dell’ uva: svoltando per Vignola (competenza comunale) la ruota anteriore sinistra della nostra auto ‘precipita’ nel primo squarcio largo sessanta centimetri e profondo almeno quindici. Stesso scenario ripercorrendo la rotatoria e tornando indietro (tratto a gestione Anas): dopo l’ uscita 24 il centro strada è un continuum di crepe e avvallamenti. Va meglio verso il sottopasso di via Emilia est, ma l’ illusione torna a fare i conti con la realtà all’ altezza dell’ uscita 3 (manto spaccato) e, in senso contrario, alla 4 dove la curva che sale sul cavalcavia è un colabrodo. In molti casi si tratta di tamponi di sabbia per coprire le buche che all’ ennesimo passaggio e all’ ennesima piovuta si sono definitivamente sbriciolati. Il nostro viaggio sulla tangenziale Pasternak (poi Carducci) – gestita dal Comune – prosegue abbastanza tranquillo in direzione autostrada per Milano, ma all’ uscita 10 per Mirandola e Verona i disagi si ripropongono con il tratto completamente crepato. Si è costretti a fare uno slalom tra l’ asfalto rovinato anche tra l’ uscita 12 e 14. Poi alla 15 salta subito all’ occhio lo stato degradato della corsia per gli automobilisti che si lasciano dietro le spalle la zona Fiera. Non va meglio in città, dove i punti critici restano tantissimi. Ampie buche sono visibili in piazzale Manzoni davanti alla stazione Piccola. Qualche centinaio di metri più in là in via Morane, poco prima del passaggio a livello del Gigetto, c’ è un avvallamento che mette a dura prova sia gli ammortizzatori dei veicoli, che l’ umore dei guidatori, ‘condannati’ a un pericoloso quanto fastidioso sballottamento dentro l’ abitacolo. Qualche buca resiste in via Prampolini e anche sulla Canaletto sud, tra via del Mercato e via Finzi, la strada mostra ferite profonde.
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