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14 Marzo 2018

Buche, cellulari e strisce fantasma, Roma città mortale

 

di Gianluca Zapponini A Roma è allarme incidenti letali, complice la disastrosa e penosa situazione delle buche stradali. “Alla base degli impressionanti numeri registrati nel 2018 a Roma sul fronte di incidenti e morti sulle strade, vi è la totale mancanza di controlli in città”, denuncia il Codacons, commentando l’sos lanciato oggi dal presidente della commissione Trasporti, Enrico Stefàno, durante la commissione convocata sulla sicurezza stradale.

“Sul fronte della viabilità Roma è una giungla dove regna l’anarchia più totale – afferma il presidente Carlo Rienzi – i limiti di velocità vengono costantemente ignorati e sulle principali arterie le auto sfrecciano a velocità sostenute. L’uso del telefonino alla guida è un malcostume diffuso nella Capitale e raramente viene punito; la sosta selvaggia, poi, incrementa i problemi al traffico alimentando i sinistri. Per non parlare delle strisce pedonali, spesso invisibili e alla base di investimenti a volte mortali, o delle buche sull’asfalto, che fanno crescere in modo pauroso il numero di incidenti a Roma”.

“A fronte di tale situazione di caos i controlli sulle strade da parte dei vigili urbani sono assolutamente insufficienti, e proprio la carenza di controlli riduce la sicurezza stradale portando gli automobilisti a violare in modo sistematico il codice della strada – prosegue Rienzi – L’unica soluzione per ridurre il record di morti sull’asfalto della Capitale è spostare i vigili dagli uffici alla strada, incrementando il numero di contravvenzioni e l’attività di vigilanza. In tal senso presenteremo una istanza d’accesso al Comune per conoscere i turni della Polizia Municipale e il numero di agenti assegnati al controllo delle strade”.

Proprio questa mattina, sulla drammatica situazione delle buche, è intervenuto l’assessore ai lavori pubblici Margherita Gatta. “Il piano Marshall sarà potenziato con ulteriori squadre in città. Ci sono tantissima buche, non sono quantificabili, ma ci vuole un certo tempo” per sistemarle. “Quando mi aspetto il ritorno alla normalita’? Non ho un idea precisa, immagino che non sia un tempo lungo rafforzando le squadre. Spero che non si vada oltre un paio di mesi o meno”.

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