Buche, allarme Capitale
Buche, avvallamenti e vere e
proprie voragini. Radici degli
alberi che spaccano l’asfalto e
tombini che, con il manto stra-
dale
rattoppato,
diventano
trappole fatali per ruote, so-
spensioni e caviglie. E ancora
crepe, infiltrazioni di acqua
che arrivano all’erosione e
asfalto sgretolato che, sulla
strada, farebbe sbandare chiun-
que, anche il centauro più
esperto.
Attraversare Roma, lungo le
sue arterie principali ma an-
che sulla piccola circolazione,
non è impresa da poco: servo-
no occhi aperti e tanta espe-
rienza alla guida per evitare le
fatidiche buche. E tanta espe-
rienza servirebbe anche a chi,
su quelle buche, ci mette le
mani per ripararle visto che da
anni, dopo l’intervento di siste-
mazione, basta una pioggia e il
freddo per sbriciolare tutto di
nuovo. E così dei 400 crateri ri-
coperti nelle due settimane di
dicembre, ad esempio, pochi
restano intatti.
Dalla via Casilina alla Circon-
vallazione Ostiense le buche
spuntano come funghi, sul via-
dotto della Magliana a via La
Spezia a San Giovanni. Da via-
le Marconi dove, parallela al
cordolo che delimita la corsia
preferenziale, c’è un’infinita
crepa che fa incanalare le ruo-
te degli ignari scooteristi. Fino
a via dei Prati Fiscali e via Sala-
ria, via 4 Novembre e lungo
via nazionale e ancora via del
Muro Torto, il Lungotevere su
più tratti e la via Olimpica. Se-
condo il Codacons, sulle stra-
de della Capitale c’è un avvalla-
mento ogni 15 metri.
E non solo buche, va consi-
derata anche la segnaletica
stradale orizzontale che va
scomparendo, dalle strade di
quartiere a quelle ad alto scor-
rimento, e quella verticale po-
co visibile. Che significa? Per i
romani significa addio sicurez-
za alla guida. Per il Comune di
Roma, invece, significa spende-
re oltre 20 milioni l’anno per ri-
sarcire i cittadini incidentati.
Senza contare i danni sulle
vetture dell’Atac, sottoposte a
continue sollecitazioni. Sulle
strade di Roma serve un resty-
ling completo, un intervento
efficace che, all’indomani del
tragico week end di giovani
morti sulle strade, dovrebbe
schizzare al primo posto tra le
priorità individuate dal Campi-
doglio.
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