7 Febbraio 2017

Buche, allarme Capitale

Buche, allarme Capitale

Buche,  avvallamenti  e  vere  e
proprie  voragini.  Radici  degli
alberi  che  spaccano  l’asfalto  e
tombini che, con il manto stra-
dale
rattoppato,
diventano
trappole  fatali  per  ruote,  so-
spensioni  e  caviglie.  E  ancora
crepe,   infiltrazioni   di   acqua
che   arrivano    all’erosione    e
asfalto   sgretolato   che,   sulla
strada, farebbe sbandare chiun-
que,   anche   il   centauro   più
esperto.
Attraversare  Roma,  lungo  le
sue  arterie  principali  ma  an-
che  sulla  piccola  circolazione,
non è impresa da poco:  servo-
no  occhi  aperti  e  tanta  espe-
rienza  alla  guida  per  evitare  le
fatidiche  buche.  E  tanta  espe-
rienza  servirebbe  anche  a  chi,
su  quelle  buche,  ci  mette  le
mani per ripararle visto che da
anni, dopo l’intervento di siste-
mazione, basta una pioggia e il
freddo  per  sbriciolare  tutto  di
nuovo. E così dei 400 crateri ri-
coperti  nelle  due  settimane  di
dicembre,  ad  esempio,  pochi
restano intatti.
Dalla via Casilina alla Circon-
vallazione   Ostiense   le   buche
spuntano come funghi, sul via-
dotto  della  Magliana  a  via  La
Spezia a San Giovanni. Da via-
le  Marconi  dove,  parallela  al
cordolo  che  delimita  la  corsia
preferenziale,   c’è   un’infinita
crepa che fa  incanalare le ruo-
te  degli  ignari  scooteristi.  Fino
a via dei Prati Fiscali e via Sala-
ria,  via  4  Novembre  e  lungo
via  nazionale  e  ancora  via  del
Muro  Torto,  il  Lungotevere  su
più tratti e la via Olimpica. Se-
condo  il  Codacons,  sulle  stra-
de della Capitale c’è un avvalla-
mento ogni 15 metri.
E  non  solo  buche,  va  consi-
derata   anche   la   segnaletica
stradale   orizzontale   che   va
scomparendo,  dalle  strade  di
quartiere a quelle ad alto scor-
rimento,  e  quella  verticale  po-
co  visibile.  Che  significa?  Per  i
romani significa addio sicurez-
za alla guida. Per il Comune di
Roma, invece, significa spende-
re oltre 20 milioni l’anno per ri-
sarcire i cittadini incidentati.
Senza  contare  i  danni  sulle
vetture  dell’Atac,  sottoposte  a
continue   sollecitazioni.   Sulle
strade di Roma serve un resty-
ling  completo,  un  intervento
efficace  che,  all’indomani  del
tragico   week   end   di   giovani
morti   sulle   strade,   dovrebbe
schizzare al  primo  posto  tra  le
priorità individuate dal Campi-
doglio.

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