13 Febbraio 2002

Bse, Sirchia si rimangia la tassa

Bse, Sirchia si rimangia la tassa

Il ministro della salute ci ripensa e scarica il suo collega Alemanno. Che oggi incontra le associazioni dei consumatori

“Ministri, fermatevi“. L`appello è accorato. Lo lanciano le associazioni dei consumatori dopo l`ennesima capriola della maggioranza sulla mucca pazza. Quella in questione è del ministro della salute Girolamo Sirchia che, a proposito della tassa sulla carne, nel giro di due giorni è riuscito a dire tutto e il contrario di tutto, prima sposando la proposta Alemanno, poi prendendone cautamente le distanze e infine, ieri, buttandola nel cestino. “Sono contrario a qualsiasi ticket sulla carne, e più in generale a qualsiasi ticket in sanità – dichiara solenne Sirchia di fronte a una platea di pellegrini – Non so chi mi ha attribuito posizioni o intenzioni che non ho mai avuto“. La colpa, il manuale Berlusconi insegna, è anche nel suo caso dei giornali che avrebbero travisato il suo pensiero, ripetuto in più occasioni, e cioè che “la qualità della carne si paga“. Ora, per fortuna, dice di non pensarla più così.
Ben venga questo salutare ripensamento, commentano le associazioni in rivolta contro la tassa. “Sull`emergenza mucca pazza i ministeri della salute e delle politiche agricole navigano a vista, in contraddizione e in maniera inutile e dannosa rispetto a quanto fanno i commissari europei“, dice l`Aduc, ribadendo il proprio no al ticket proposto da Alemanno. “Proposta – ricorda il presidente dell`associazione Vincenzo Donvito – sulla quale Sirchia ha dato il suo consenso, dichiarandosi “in perfetta sintonia con il suo collega di governo“. Salvo poi precisare che non si trattava di una tassa in più ma del pagamento di un servizio in più che sarebbe stato erogato per decisione e opera della Coldiretti“. La confusione è alta a Palazzo Chigi, dice anche l`associazione degli agricoltori, Cia, smentendo le affermazioni di Sirchia. E lo “sconcerto“ è generale tra gli addetti ai lavori e non. Di qui la richiesta a due ministri “di fermarsi“, di essere chiari. Durissimo è l`affondo dell`ex ministro alla sanità Rosi Bindi, che definisce “risibile“ il ripensamento di Sirchia, “un ministro pasticcione e inaffidabile, che gioca con carte truccate e dal quale non c`è da aspettarsi nulla di buono“. E aggiunge: “Non c`è da fidarsi di chi dice una cosa ai tg e poi sostiene di essere stato mal interpretato. Tanto più che Sirchia si dichiara contrario ai ticket sanitari e poi proprio lui ha dato via libera alle Regioni del Polo, che hanno aumentato le tasse e messo nuovi ticket sulle medicine“.
“Lieta di apprendere“ la retromarcia di Sirchia, la Federconsumatori si chiede, tuttavia, se anche il ministro Alemanno abbia cambiato parere e se condivide l`idea che la sicurezza nei consumi rappresenta un bene collettivo, da assicurare attraverso le risorse del bilancio dello stato“. L`associazione sollecita “chiarezza al governo sui motivi del mancato avvio dell`anagrafe bovina e dell`etichettatura delle carni. Se esiste un problema legato al finanziamento dei controlli lo si dice chiaramente. In tutti i casi, la precisazione del ministro della salute rappresenta un risultato importante per l`azione svolta congiuntamente da Federconsumatori, Codacons e Aduc, che continueranno a esercitare la massima vigilanza su questa delicata questione“.
Alemanno, dopo aver parlato molto, forse troppo nei giorni scorsi, ieri si è limitato a dire, sempre in base al manuale berlusconiano, “smettiamola di avvitarci sul termine controverso di ticket, più funzionale a semplificazioni giornalistiche“. Lo dice pensando forse all`incontro di oggi con i rappresentanti degli utenti, ai quali, registrate le crepe che si sono aperte anche nel governo sul suo balzello, molto probabilmente dirà di averci ripensato pure lui, anzi che il suo pensiero è stato appunto travisato dai giornali. Del resto, il giorno dopo aver lanciato il ticket anti-Bse, non aveva dichiarato che “nessuna tassa sarebbe passata senza il consenso delle associazioni di settore“?

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