Bse, sicuri ma non troppo
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fonte:
- Il Manifesto
Indennizzi per le famiglie dei malati. Ma il garante denuncia: “Privacy violata“
Se da un lato continuano ad arrivare dal governo rassicurazioni sul contagio Bse, dall`altro le iniziative intraprese e varate non fanno altro che allarmare, mentre salgono a 54 i casi di encefalopatia spongiforme bovina e due altre persone, in Puglia e in Veneto, sarebbero a rischio. Poco rassicuranti anche gli esperti che, pur ricordando che il contagio umano non è provato scientificamente, preparano alla possibilità di nuovi casi sul nostro territorio. E il Codacons, per evitare comunque qualsiasi rischio, chiede ai consumatori di evitare il consumo della carne rossa.
Il governo
Indennizzi a favore delle persone malate. E` quanto ha proposto il responsabile del dicastero per le Politiche agricole, Giovanni Alemanno, durante la riunione del consiglio dei ministri. In tutto salirebbe di centottanta miliardi di lire il fondo del governo da destinare alle misure anti-bse, in particolare alla realizzazione di interventi strutturali sia per la raccolta, lo smaltimento e la distruzione dei materiali a rischio, sia per il ripristino di una situazione di normalità nell`intera filiera bovina. Lo stesso fondo dovrebbe comprendere anche gli indennizzi per chi è rimasto colpito dalla variante del morbo di Croetzfeld Jakob: “Studieremo la cosa“, commenta laconico il ministro dell`Economia, quanto basta per far andare su tutte le furie il verde Pecoraro Scanio che si domanda il perché dell`incertezza di Tremonti: “Quanti morti prevede? Le sue affermazioni o denotano un`assoluta mancanza di sensibilità, oppure accreditano le preoccupazioni degli istituti di ricerca inglesi che prevedono un numero di casi ben superiore a quelle poche unità di cui parla il ministero dela Salute. Altrimenti non si capisce la difficoltà a venire incontro immediatamente alle esigenze delle famiglie colpite“. Anche dal verde Cento arrivano richieste preoccupanti a Sirchia: “Rivedere i casi sospetti di contrazione del morbo prima della vicenda siciliana“. Secondo Cento in questi anni vi sarebbero state infatti più denunce di “decessi sospetti“ che riconducevano alla contrazione del morbo.
E se il ministero della salute comunica la conferma da parte dell`Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino della positività ai test Bse di un bovino di un allevamento della provincia di Cremona, per Sirchia comunque il caso della ragazza siciliana “non può essere considerato un allarme generalizzato“. Ma intanto istruisce una task force di esperti di neurologia ed epidemologia, presieduta dal professor Maurizio Brunori “per assicurare la massima protezione ai cittadini e fare chiarezza sui dubbi“. Mentre sul piano giudiziario la procura di Sciacca, venti chilometri da Menfi, apre un`inchiesta che, secondoil capo dell`ufficio Bernardo Petralia, si concentrerà su macellazione e canali di commercializzazione delle carni e non riguarderebbe la vicenda di questi giorni.
Privacy
“Siamo di fronte a una grave violazione della dignità della persona“. E` questa la motivazione addotta dall`Autorità garante per la protezione dei dati personali che ha emesso un provvedimento con il quale si dispone per la prima volta “il divieto di trattamento, da parte dei mezzi di informazione, dei dati personali della ragazza sospetta di aver contratto la variante umana della malattia di Creutzfeldt-Jakob. Per Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi e Mauro Paissan, componenti l`Autorità, la dovizia di particolari fornita dai media, avendo reso possibile l`identificazione della ragazza, “è contraria al principio di essenzialità dell`informazione sancito dalla legge sulla privacy e dal codice deontologico dei giornalisti“. In particolare, “la pubblicazione di quella che è una notizia di indubbio interesse generale (la presenza della malattia nel nostro paese) non rendeva necessario alcun riferimento alla specifica persona. Richiama alle norme di correttezza l`ordine dei giornalisti e si dichiara d`accordo con l`Autorità il sindacato.
I medici
Sono possibili nuovi casi? “Non si può dire, potrebbe avvenire anche da noi“, sottolinea – e come lui lo fanno in molti – il professor Maurizio Pocchiari, direttore del reparto di malattie degenerative del sistema nervoso ed eziologia virale del laboratorio di virologia dell`Istituto superiore di sanità, ribadendo però che è impensabile nel nostro paese un`epidemia come quella inglese. Intanto il ministero della Salute concede il nulla osta all`importazione dalla Gran Bretagna della quinacrina, il farmaco sperimentale destinato alla giovane colpita dalla variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob.
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