11 Febbraio 2002

Bse, è bufera sulla tassa pazza

Bse, è bufera sulla tassa pazza

Il ministro dell`agricoltura forse si ravvede. La valanga di no che ricevuto la sua tassa sulla carne lo ha indotto, almeno sembra, a più miti consigli. “Non vi è nessuna intenzione – fa sapere dal Cairo, dove è in visita di lavoro – di imporre dall`alto provvedimenti che non trovino il consenso delle categorie produttive e dei consumatori“. E sono proprio queste ultime, le categorie dei consumatori, convocate per mercoledì al ministero, che rispediscono al mittente il ticket annunciato da Gianni Alemanno. “Sarebbe una nuova tassa sul macinato che i consumatori non intendono neppure prendere in considerazione“, taglia corto l`Adiconsum. “Per fare maggiori controlli sulla filiera delle carni – esistono già tutte le strutture, ci sono i Nas, i Nac, le unità sanitarie. Ciò che manca è la volontà di farli“. L`invito dei rappresentanti dei consumatori: ritirale la proposta per un “principio fondamentale: in un paese civile – spiegano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumato – la delicata questione della sicurezza alimentare, dell`integrità della persona, è un diritto che deve essere difeso dalla collettività e da chi ha responsabilità di governo, con determinazione e rigore e senza estemporanee tassazioni“. Alemanno finge però di non capire e accusa a sua volta le associazioni di “non aver compreso l`esatto significato“ di ciò che voleva dire: “La fissazione di un`aliquota minima per finanziare interventi strutturali per la sicurezza della qualità alimentare – spiega dall`Africa – è una misura già ampiamente attuata in Francia con ottimi risultati. L`introduzione di questa aliquota non deve servire a garantire la sicurezza degli alimenti, un diritto dei cittadini che deve essere garantito dalla fiscalità generale dello stato – concede – ma a trovare ulteriori stanziamenti per interventi strutturali necessari a tutta la filiera della carne, per assicurare nel tempo il pieno controllo e la piena tracciabilità delle carni, come di tutti gli altri prodotti alimentari“. Le spiegazioni del ministro non convincono neanche alcuni suoi colleghi di governo. “Suscita perplessità e qualche dubbio la proposta di mettere il ticket sulla carne – dice il sottosegretario alla salute Cesare Cursi, che ha la delega sul settore – in quanto ritengo che sia gli istituti zooprofilattici che i servizi di veterinaria abbiano svolto una funzione importante“. Più esplicite le “perplessità“ del presidente della commissione agricoltura del senato, Maurizio Ronconi (Ccd-Cdu): “Non credo che un paese civile come il nostro, di fronte a una patologia emergente come la Bse, debba imporre nuove tasse per predisporre una valida prevenzione“. Sarcastica, dall`altra sponda politica, l`ex ministro della sanità, Rosi Bindi: “dimostrano di essere senza pudore“.
Alemanno aveva annunciato la nuova gabella venerdì scorso durante un vertice a Palermo dopo la diffusione della notizia del primo caso di variante umana del morbo di Creutzfeld-Jacob, di cui sarebbe rimasta vittima una donna siciliana. La tassa sulla carne sarà comunque al centro dell`incontro di mercoledì al ministero, dove Alemanno ha convocato le associazioni “per definire in termini chiari il contenuto degli emendamenti da portare al consiglio dei ministri sul decreto anti-Bse“. Anna Bartolini, presidente del Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori) annuncia la posizione che ribadirà al ministro: “Invece del ticket, chiediamo più i controlli sia sugli allevamenti per evitare contaminazioni di farine animali, sia sulle macellazioni clandestine; la definizione dell`anagrafe bovina, e l`inasprimento delle sanzioni per chi sfugge ai controlli“. A riguardo, le associazioni annunciano che si costuituiranno parte civile contro chi viola la lagge.

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