30 Gennaio 2019

Bruno Vespa “vignaiolo” diventa un caso alla Camera dei Deputati

 

E’ durata poco l’avventura di Bruno Vespa ‘vignaiolo’ alla buvette della Camera dei Deputati: dopo le polemiche legate al prezzo della bottiglia, il rosso di Puglia (Igp primitivo, annata 2015) prodotto in Manduria dal conduttore di ‘Porta a Porta’ è scomparso dalla dagli scaffali in stile Liberty del servizio di ristorazione di Montecitorio.
Da oggi, infatti, non ci sono più le bottiglie (con la ‘firma di famiglia’, una ‘V’, e sotto la scritta in nero su sfondo bianco, ‘il Bruno dei Vespa’,) esposte in bella vista da venerdì scorso sul ripiano del bancone, dove i deputati si ristorano durante la pausa dei lavori parlamentari.
Solo ieri il Codacons aveva chiesto l’intervento del presidente dell’Assemblea, Roberto Fico, per chiarire come mai la bottiglia del vino di Vespa venga venduto alla Camera a 15 euro, mentre on line, sul sito della vigna di proprietà dell’ex direttore del Tg1, costa di listino molto meno.
“Vogliamo capire come sia stato fissato il listino di vendita del vino presso la Camera dei Deputati e se corrisponda al vero quanto riportato dalla stampa, ossia che il prezzo di una bottiglia alla buvette del rosso di Bruno Vespa è pari a 15 euro – spiega il Codacons – Per tale motivo presentiamo una istanza al Presidente della Camera, Roberto Fico, affinché fornisca i dovuti chiarimenti sul caso.
“Se dovesse emergere che il vino in questione viene venduto alla buvette ad un prezzo superiore rispetto a quello di mercato, sarà inevitabile una denuncia del Codacons alla Corte dei Conti per danno erariale”.
Pronta la replica di Vespa: ”Posso assicurare che il prezzo di vendita alla buvette di Montecitorio (15 euro) è nettamente inferiore al prezzo più basso riscontrabile in qualunque ristorante”.

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