31 Luglio 2010

Brunetta: auto blu, così risparmierò 2 mld

 

Roma. Dall’ acquisto di utilitarie al car-sharing, cioè la condivisione della stessa vettura tra diverse amministrazioni. Sono due dei dieci punti su cui si basa la strategia di risparmio sulle auto blu in cui è impegnato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Nel decalogo presentato ieri dal ministro è infatti prevista una riduzione della cilindrata delle auto impiegate, attraverso la «previsione dell’ estensione delle limitazioni per l’ acquisto di autovetture superiori a 1400 cc» e anche la diffusione di modelli di car-sharing con o senza autista. L’ obiettivo previsto è quello di raggiungere un risparmio di 2 miliardi in 3 anni. Le dieci proposte saranno alla base dell’ intervento legislativo che il ministro Brunetta ha annunciato di voler presentare a settembre al Consiglio dei ministri e al Parlamento, culminando una politica di razionalizzazione avviata dal 15 maggio scorso con un monitoraggio sull’ intero parco auto della Pubblica amministrazione, ma anche «con circolari e moral suasion». I primi risultati già si vedono, sottolinea il ministro: 33 amministrazioni centrali e 314 amministrazioni locali hanno diminuito il parco auto. Si è registrato un calo del 10% delle auto «blu blu» (di rappresentanza politico istituzionale a disposizione di autorità ed alte cariche), per cui si stimano 6.000-7.000 unità in meno. In analoga percentuale scendono anche le auto «blu» (di servizio con autista a disposizione di dirigenti «top»), indicate nelle 10.000-12.000 unità. Aggiungendo le 60.000-65.000 auto «grigie» (senza autista, a disposizione degli uffici per attività strettamente operative), si raggiunge un monte di circa 80.000 auto in dote alla Pubblica amministrazione. Brunetta sostiene che «risparmiare si può» e indica nell’ Arma dei carabinieri «un esempio di best practice: con il loro sistema informativo logistico sono riusciti a risparmiare il 20%». Il costo totale stimato per il parco auto della Pubblica amministrazione è di circa 4 miliardi di euro: con la proposta legislativa in arrivo il ministro conta di dimezzare i costi in tre anni. Nelle dieci regole per abbattere i costi si istituisce tra l’ altro, con la collaborazione dell’ Aci, un Registro telematico delle auto in proprietà, leasing o locazione e noleggio a lunga scadenza, con obbligo di registrazione per tutte le amministrazioni entro tre mesi. E in ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, le pubbliche amministrazioni centrali non potranno effettuare spese per il parco auto di ammontare superiore, rispettivamente, all’ 80%, al 65% e al 50% della spesa sostenuta nell’ anno 2008. Nessuna paura per i circa 60.000 autisti che resteranno disoccupati: sono infatti previsti corsi di formazione per reinserirli nelle amministrazioni di competenza. Interventi che piacciono al Codacons, anche se definiti ancora insufficienti, «specie se si vuole dare un drastico taglio alla spesa pubblica per questo tipo di servizio». «Va bene ridurre la cilindrata delle vetture e introdurre il car-sharing, ma ciò che davvero serve è tagliare il numero di soggetti che possono usufruire di tali auto – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi -: 90.000 auto pubbliche nel nostro Paese rappresentano un dato eccessivo, indice che tali vetture sono utilizzate un po’ da tutti, anche da soggetti che non ne avrebbero reale bisogno». «Sarebbe bene allora – conclude Rienzi – togliere le auto blu a quelle personalità che possono farne a meno, e offrire loro un abbonamento annuale ai mezzi pubblici, consentendo così una forte riduzione della spesa a carico dello Stato».
 

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