Bruciato quasi un miliardo di valore delle azioni
tale era la quota
complessiva che deteneva la fondazione prima del tracollo a quello va
aggiunto il mezzo miliardo in mano agli altri soci privati
Un vero salasso per le casse ferraresi. In pochi anni un patrimonio consolidato come quella della Fondazione e Cassa di Risparmio è andato quasi completamente in fumo. L’ impressionate quota azionaria che l’ ente di via Cairoli deteneva – oltre 23 milioni di azioni – si è polverizzata per una serie di sciagure a catena, con un ritmo impressionante di catastrofismo. Prima della crisi della banca ferrarese e con una azione a quota 40 euro, il forziere della Fondazione sfiorava il miliardo di euro. Nonostante l’ aumento di capitale, nel 2011 si è registrato un calo nel forziere passato a 672 milioni euro. Al 27 maggio, dato del commissariamento il valore azionario era ulteriormente sceso a 246 milioni. Poi è arrivata l’ assemblea del 30 luglio 2015 quando, con il placet in primis della Fondazione, si è dato il via libera all’ intervento del Fondo interbancario per la tutela dei depositi nonostante un bagno di sangue sul valore delle azioni scese addirittura a 27 centesimi, ma con la speranza a lungo termine dei warrant. Tutto finito? No, perché il salvabanche, come è noto ha azzerato l’ intero pacchetto azionario. La sentenza di sabato scorso del Tar, che di fatto ha legittimato il provvedimento governativo di questo bail in anticipato al quale si erano opposti la Fondazione bancaria, gli azionisti privati e il Codacons, ha confermato una situazione patrimoniale paradossale. In pochi anni, colpa della malagestione, del commissariamento e del salvabanche, sono spariti da Ferrara quasi un miliardo e mezzo in valori di azioni della banca: quasi un miliardo detenuto dalla Fondazione e il rimanete dagli azionisti. Peggio di una carestia. (g.p.z.)
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