British: «Ad Alitalia aiuti di Stato»
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fonte:
- Il Secolo XIX
ROMA. Da una parte la strada dell’ aumento di capitale che si apre con il sostanziale via libera dei soci. Dall’ altra l’ Europa che avverte, sollecitata da British Airways: valuteremo se sono stati concessi aiuti di Stato illegittimi solo dopo la notifica delle avvenute operazioni. Il giorno della verità per Alitalia, chiamata ad approvare l’ aumento di capitale da 300 milioni in assemblea, si è aperto con le critiche piovute un po’ da tutta Europa, e anche da oltreoceano, nei confronti del nostro Governo. Il primo è stato l’ autorevole quotidiano britannico Financial Times, che ha definitola strategia dell’ Esecutivo Letta su Alitalia “protezionista”. Replica a stretto giro: «Tutto il contrario: è un’ operazione per arrivare a negoziare la fusione conun partner internazionale in condizione di spuntare risultati positivi». Secondo il Wall Street Journal invece il caso Alitalia dimostra il «fallimento della politica industriale italiana». L’ assemblea dei soci della ex compagnia di bandiera, riunita ieri sera a Fiumicino dopo un veloce consiglio di amministrazione, salvo sorprese dovrebbe avere dato il via libera all’ aumento di capitale da 300 milioni deciso venerdì scorso. A tarda serata lariserva non era ancora stata sciolta, ma l’ orientamento dovrebbe essere definito: ora c’ è tempo un mese per la sottoscrizione, mentre nei prossimi giorni si dovranno definire i dettagli dei 200 milioni di credito chele banche dovranno fornire per completare il piano da 500 milioni approvato dal cda. Ieri però, come dicevamo, è stata giornata di critiche per il coinvolgimento del Tesoro avvenuto attraversolePoste.Il Air France ne farebbe il vettore “low cost” del gruppo Codacons ha depositato presso la Commissione Europea il suo ricorso contro il governo italiano per presunti aiuti di Stato: una mossa criticata anche da British AirwaysIberia, la quale ha detto di aspettarsi un intervento di Bruxelles per un aiuto «manifestamente illegale». La compagnia britannica ha poi chiarito di non avere alcun interesse nei confronti del vettore italiano, valutazione ribadita anche dalla tedesca Lufthansa e dalla russa Aeroflot: secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore tuttavia i russi potrebbero ancora essere interessati a diventare partner di Alitalia sulla base di un serio disegno industriale e finanziario. Opzioni che però si potranno discutere davvero solo se Airfrance-Klm deciderà di fare un passo indietro, cosa che al momento appare poco probabile. I francoolandesi anche ieri hanno mantenuto il riserbo sulle loro intenzioni. Airfrance hai suoi problemi ed è restia a tirare fuori altri milioni dopo i 38 già sborsati con il prestito ponte di febbraio, ma d’ altra parte non sembra avere interessi a diluire eccessivamente la sua partecipazione in Alitalia, motivo per cui tutti pensano che alla fine sottoscriverà la sua quota di aumento di capitale. Secondo il quotidiano transalpino Le Monde Air France avrebbe ribadito all’ amministratore delegato dell’ Alitalia, Gabriele Del Torchio, le sue condizioni chiedendo un «cambio di strategia» con la «rinuncia ad aprire nuove rotte internazionali e acquistare nuovi aerei». Un ridimensionamento che passerebbe anche attraverso un piano strutturale di tagli, che poi erano quelli che i francesi chiedevano già nel 2008. Spiegano fonti sindacali al Secolo XIX che nellapeggioredelle ipotesi siparlerebbe di «6mila esuberi, con Air France di fatto già pronta a fare di Alitalia una specie di low- cost che gli porti il traffico a Parigi. Air 500 milioni approvato dal cda. Ieri però, come dicevamo, è stata giornata di critiche per il coinvolgimento del Tesoro avvenuto attraversolePoste.Il France al momento è in una posizione di vantaggio e lo sa, è per questo che resta alla finestra. Se invece dovesse uscire di scena, allora si potrebbe pensare a Lufthansa o Etihad: nel primo caso con un acquisto, nel secondo con una partnership». I seimila tagli, dicevamo, sono però l’ opzione più pessimistica: l’ operazione Alitalia -Poste è stata concepita dal Governo proprio per tentare di andare a trattare con Airfrance con un minimo di forza. Uno dei nodi da chiarire è quello del valore assegnato alla compa gnia italiana, al momento non ancora definito: Crédit Suisse, che ieri ha suggerito ai suoi clienti di non stupirsi se Air France deciderà di investire in Alitalia, valuta la nostra compagnia un massimo di 150 milioni.
federico simonelli
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