23 Febbraio 2012

Brevi

Brevi

Una ricerca del Codacons
stima in circa 40 mila le dimore
storiche e artistiche esistenti
nel nostro paese; di esse oltre 2
mila sono destinate ad attività
lucrative. Tali strutture, grazie
alla legge n. 1089 del 1939,
godono di una serie di agevolazioni
sul piano fi scale quali
la riduzione media dell’Ici
(75%); l’esenzione dalle tasse
di donazione e successione e
la detrazione di imposta per
i lavori di manutenzioni e
restauro al 19% dell’Irpef (per
l’Ires riduzione pari alla spesa
per l’imponibile). Tale stato di
cose, denuncia il Codacons, si
pone in contrasto con gli artt.
3, 9 e 53 della Costituzione, rispettivamente
per la disparità
di trattamento tra cittadini
che si trovano in identiche situazione
fi scali ma con diversa
contribuzione applicata; per la
tutela dei beni storico artistici
che viene assicurata mediante
sgravi e riduzioni che ricadono
su tutta la collettività ma
di cui benefi ciano i singoli
proprietari; per il contributo
proporzionale al gettito delle
entrate determinato dalla
capacità di guadagno.

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