Brescia e l?euro, «balletto» dei prezzi
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fonte:
- Brescia Oggi
Rincarati dentisti e oculisti , ma le mamme fanno festa: i pannolini costano la metà
Ma l?euro ha portato davvero al raddoppio dei prezzi? Certamente si anzi no, verrebbe da dire a mettere gli occhi sui prezzi dei principali servizi e generi di consumo rilevati dall?Unità di staff statistica della Loggia. Certo è che un piatto di pastasciutta costa davvero due volte tanto rispetto al 2001, e che un?otturazione dal dentista è quasi triplicata. Ma il vitello è diventato più a buon mercato (non dappertutto), il prosciutto (cotto o crudo che sia) è rimasto stabile, e un po? è pure calato, i pannolini per bebè si trovano a prezzo dimezzato.
Intanto le quattro associazioni dei consumatori di «Intesa» (Adusbef, Federconsumatori, Codacons e Adoc) chiamano allo sciopero, e gli ipermercati cittadini stanno alla finestra. Non prendono contromisure, nemmeno ricorrono a superofferte per scongiurare il rischio di una giornata nera.
Noi abbiamo confrontato i prezzi dell?agosto 2001 convertiti in euro (allora si spendevano ancora le vecchie lire) con quelli dell?agosto 2003 e dello stesso mese di quest?anno rilevati dal Comune. Ad una prima impressione, sembra di trovarsi di fronte a una sarabanda scatenata e anche un po? scomposta. A volte è anche facile trovarci un senso, altre volte, va a capire.
Tra quelle cifre (per ciascun periodo l?Unità di staff indica il minimo, la media e il massimo delle quotazioni rilevate) c?è di tutto. Ci sono prezzi raddoppiati nei tre anni, e altri cresciuti grosso modo in linea con i contestati indici di inflazione dell?Istat. C?è che per lo stesso prodotto o servizio a volte ci sono ribassi al minimo delle quotazioni e rialzi (anche di parecchio) al massimo. Ci sono prodotti rincarati nell?ultimo anno più che nei due anni precedenti e, viceversa, altri che hanno fatto il grande balzo dal 2001 al 2003.
Per cominciare con la salute, nell?agosto del 2001 un?otturazione dal dentista costava al minimo delle quotazioni 51,65 euro e al massimo 92,96. Dopo due anni per la stessa prestazione ci volevano, nell?ordine 77 e 105 euro. Nell?agosto scorso, invece, il minimo delle quotazioni è passato a 90 euro e il massimo addirittura a 230. Va un po? meglio (si fa per dire) con gli oculisti. Le quotazioni al minimo partono da 46,48 euro nell?agosto 2001, toccano i 65 nel 2003 e tali restano fino a quest?anno. Il massimo delle quotazioni, invece, parte da 67,14 euro, tocca gli 80 e approda a 100.
A guardare il costo di una piscina (ingresso orario diurno feriale) , invece, i prezzi descrivono una specie di parabola. Il minimo, il massimo e la media partono dai 3,62 euro fissi del 2001, salgono a 5 e scendono nell?agosto scorso a 3,70. Un comportamento ancora diverso hanno il pane e la carne di vitello.
Per il pane, pare che tutto dipenda da quello che si compra. Il minimo delle quotazioni lo dava fino all?anno scorso a 1,52 al chilo, quest?anno a 1,23. La media delle quotazioni, invece, dà una crescita costante da 2,33 a 2,55 fino a 2,63. Allo stesso modo il massimo delle quotazioni parte da 3,10, sale a 3,25 l?anno scorso e arriva agli attuali 3,35.
Il vitello (carne fresca, primo taglio) con l?euro sembra addirittura precipitare. Ma anche qui, solo nei prezzi al minimo delle quotazioni, che partono da 14,41 euro al chilo, finiscono a 9 euro nel 2003 (rigurgiti di mucca pazza?) e si attestano a 9,26 dell?anno scorso. Altra musica con i prezzi alla media delle quotazioni, che passano da 16,52 a 17,25 e a 17,38 euro. Al massimo partono da 20,66 e arrivano a 21. Quasi solo un ritocchino.
La pasta, invece, ce l?ha messa tutta per appesantire la spesa dei bresciani. Al minimo e alla media delle quotazioni è semplicemente raddoppiata, al massimo si è limitata ad aumentare di parecchio. Nel primo caso è passata da 0,25 a 0,49 euro al chilo. Nella media da 0,64 a 1,20 e poi ancora a 1,25 un mese fa, in quella massima è andata da 1,42 a 1,90 euro.
E ancora, si potrebbe parlare di tonno all?olio d?oliva che, se rimane stabile a 4,81 euro al chilo (converrebbe segnalare quello dei 23 esercizi commerciali in cui il Comune ha trovato questi prezzi), ha il coraggio di passare al massimo delle quotazioni dai 16,70 euro del 2001 ai 34,32 di un mese fa. Quasi fa venire in mente i dentisti.
E quatta quatta è andata al raddoppio pure la passata di pomodoro con un?escalation da 0,36 a 0,56 a 0,64 nelle quotazioni al minimo per un chilo, da 0,82 per la media, da 1,34 a 1,79 per la massima. Beati i bambini, anzi le loro mamme, che trovano i pannolini ridotti a metà prezzo in tre anni, quale che sia la quotazione considerata. Al minimo scendono da 6,66 euro (confezione da 20) a 3,66, al massimo da 16,99 a 8,99.
Si potrebbe continuare, ma la tabella parla chiaro. Quanto agli ipermercati, non sembrano affatto infastiditi dallo sciopero annunciato. Al Continente di Rezzato e alla Esselunga si limitano a dire che «sono previste solo le iniziative di routine», niente di aggiuntivo. Le Coop seguono le promozioni normali, ed «è del tutto casuale che proprio giovedì comincino le vendite sottocosto». Auchan, Cityper e Sma, invece, invitano i consumatori a un «acquisto intelligente». E con un comunicato precisano che «dall?ingresso dell?euro a oggi perseguono una costante politica di contenimento dei prezzi attraverso un?accurata scelta di fornitori disposti a condividere questa strategia».
E ora, la palla ai consumatori.
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