25 Luglio 2014

Brebemi, pieno di utenti. E prime polemiche

Brebemi, pieno di utenti. E prime polemiche

Nel giorno della festa, era difficile scalfire l’ euforia dei tanti padri di Brebemi. Ma il giorno dopo, i «papà» della A35 devono ricordarsi di aver messo in dispensa «latte» a sufficienza per la neonata tanto coccolata. La benzina lungo quei 62 chilometri di strada a sei corsie non c’ è. Le aste per i rifornimenti di carburante per ora sono andate deserte e il fatto che nelle stazioni già pronte non ci sia un goccio di verde, diesel o gpl è (anche) un problema di sicurezza. Il dettaglio che in queste ore sembra aver scatenato di più l’ attenzione dei critici e che ha determinato adddirittura la presentazione di un esposto riguarda, però, la mancanza dei tutor. A dire che il fine di avvicinare Milano a Brescia non deve essere raggiunto grazie alle accelerate sul pedale. Il Codacons si è rivolto a presidente del Consiglio, ministro dei Trasporti, Autorità dei Trasporti e governatore della Lombardia chiedendo di verificare con urgenza se la A35 possa davvero entrare in esercizio. «La mancata installazione del sistema Tutor potrebbe rappresentare un concreto rischio per l’ incolumità degli utenti – spiega – oltre a poter configurare ipotesi di concorrenza sleale». Il tutor permette il sanzionamento automatico delle violazioni dei limiti di velocità e rileva l’ andatura media su tratti tra i 10 e i 25 chilometri. Autostrade per l’ Italia, che l’ ha sperimentato insieme alla Polizia stradale, l’ ha installato solo sul 40 per cento della rete, nei tratti più rischiosi. E l’ inciden- talità con esiti mortali è diminuita del 51 per cento. Sull’ A4 Brescia-Milano i tutor ci sono e il risultato sale oltre il 70 per cento. Su Brebemi 5 vetture della Stradale vigileranno con gli autovelox: ed è a ciò che si riferisce la scritta sui monitor sui controlli elettronici. Tra gli utenti un certo sbigottimento nasce semmai sul versante dei costi, soprattutto se rapportati alle realtà di piccolo commercio. Un tir che ogni giorno si sposti da Brescia a Milano e ritorno può pagare anche 1.000 euro in più al mese, rispetto alla A4. Nei casi più «tortuosi», come zone di partenza e arrivo, anche 1.500: quanto uno stipendio. SU PREZZI e concorrenza, le armi e le argomentazioni si stanno affilando: i confronti semplici tra le tariffe erano già netti (in A4, 7 centesimi per auto al chilometro e 15 per i mezzi pesanti, su Brebemi 15 e 30). Se poi si affronta il tema dell’ attraversamento di periferie o campagne, i raffronti si complicano. Autostrade per l’ Italia accetta il guanto della sfida e snocciola dettagli lampanti. «Da Brescia Centro a Milano-Palmanova in tangenziale Est, con A4 quegli 86,5 chilometri costano 7,10 euro per le auto e 17,30 per i tir. Ben diverso il discorso se si viaggia su Brebemi: nove chilometri in più, per il tratto Brescia Centro, corda molle, Brebemi, Arco Teem, Rivoltana fino a Forlanini-Palmanova. E il costo è di 11 euro e 60 centesimi, quindi 4 euro e mezzo in più. Per non parlare dei 43 euro e 10 centesimi dei Tir: quasi 26 euro in più che sull’ A4», sottolinea Francesco De Lorenzo di Autostrade per l’ Italia. Dai costi per gli utenti a quelli dell’ opera: il fatto che la strada sia stata costruita con soldi e investimenti privati è il suo punto di forza, ma è anche una scommessa sul futuro. Sarà vinta soltanto a equilibri raggiunti. Sul tavolo della partita Brebemi-ministero ci sono la richiesta di defiscalizzazione per 490 milioni di euro e il contributo pubblico di 80, oltre all’ estensione della concessione. In teoria il Cipe potrebbe esaudire il desiderio solo per opere non ancora in esercizio. Ora, però, il nastro è stato tagliato e la strada è aperta. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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