16 Aprile 2019

Brancaleone, l’ acqua è tornata potabile: «Una magia?»

Mimmo Tuscano Brancaleone A Brancaleone si registrano i primi effetti della denuncia presentata dal Codacons alla Procura e al Prefetto sulla persistente non potabilità dell’ acqua. Proprio da queste pagine la notizia dell’ incontro pubblico, da cui è scaturita l’ azione collettiva del 5 aprile tra il Codacons e le associazioni Circolo Pensionati e Sperlonga Nuova. Ebbene sembrerebbe che l’ acqua come per incanto sia tornata potabile, sbloccando una situazione che si protraeva dal dicembre 2017. L’ uso del condizionale è d’ obbligo, visto che al momento non c’ è alcun atto ufficiale che revochi l’ ordinanza comunale di non potabilità, se non un “comunicato” rilasciato a un solo organo di stampa – cosa abbastanza atipica – per rispondere su una vicenda cosi grave e importante per la salute pubblica. La notizia comunque è giunta ai responsabili Codacons locali che hanno duramente replicato. «Dopo la denuncia – scrive il vice presidente nazionale avv. Francesco Di Lieto – l’ acqua, come per magia, è tornata potabile. Per una singolare coincidenza, non appena Procura e Prefetto hanno ricevuto la nostra denuncia, ecco che i commissari (prefetto Giovanni Meloni, viceprefetto Salvatore Mottola di Amato e dott. Isabella Giusto) hanno sentito l’ impellente bisogno di comunicare al mondo intero l’ avvenuto miracolo». La denuncia depositata dal Codacons alla Procura di Reggio chiede il sequestro dell’ intera rete idrica e dei pozzi che servono Brancaleone, perchè continua Di Lieto «riteniamo doveroso comprendere le cause di una situazione che relega i cittadini di Brancaleone a vivere in condizioni da terzo mondo, in una situazione di perenne emergenza, non degna di un paese che si definisce “civile”». «I cittadini di Brancaleone non hanno l’ anello al naso e meritano rispetto, per questo abbiamo approntato una istanza di accesso per ottenere copia delle analisi che dimostrano la potabilità dell’ acqua – sostiene Di Lieto – nonché gli interventi posti in essere per ottenere questo storico risultato, dopo anni di acqua lurida. Confidiamo che il dott. Bombardieri, Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, intervenga al più presto per fare chiarezza non solo su tutte le responsabilità ma anche sugli interventi da porre in essere per l’ immediato ripristino della legalità e per garantire il diritto alla salute di chi vive a Brancaleone». «Abbiamo chiesto al prefetto – prosegue Di Lieto – di intervenire, in ottemperanza a quanto disposto dal D.L.vo 29/2004 e dal DPR 180/2006, per ovviare alle evidenti e continue omissioni, disponendo quanto necessario per approntare un efficace servizio di approvvigionamento idrico e, nell’ immediato, predisporre servizi sostitutivi tramite autobotti per garantire alla popolazione l’ accesso all’ acqua. Forse proprio questa richiesta ha spinto i commissari straordinari di Brancaleone a intervenire sulla stampa». Sempre Di Lieto, riferendosi alla terna: «Chiediamo ai Commissari di spiegare come sia possibile che nonostante il divieto categorico di usare l’ acqua “per fini umani”, si sia proceduto a raddoppiare le tariffe. A Brancaleone ci troviamo dinnanzi a un palese inadempimento che determina non solo il diritto al risarcimento del danno ma che ha immediate ripercussioni sul contratto di somministrazione, legittimando il rifiuto da parte dell’ utente a pagare le bollette». Codacons scatenato: «Vogliamo i dati, i cittadini non hanno l’ anello al naso»

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