9 Gennaio 2002

Braccio di ferro sul caro-prezzi

ROMA ? Riunione nottetempo dell`esecutivo del Comitato euro per districare la matassa degli aumenti dei prezzi, le accuse dei consumatori, l`assenza di alcuni servizi essenziali (dopo l`adeguamento dei bancomat all`appello mancano ancora i benzinai automatici) e le lunghe file nelle banche e agli uffici postali.
Situazione, quindi, tutt`altro che fluida, anche se sul tema caldo degli aumenti dei prezzi, il segretario del comitato euro, Giancarlo Del Bufalo, ha voluto gettare aqua sul fuoco.
«Le voci sui rincari ? ha ribadito ? sono del tutto prive di fondamento ed entro il fine settimana saranno veramente in pochi gli italiani che useranno le lire».

Per Del Bufalo dunque, siamo in presenza di una campagna ingiustificata delle associazioni dei consumatori che non ha riscontro nella realtà: «La mia impressione ? afferma il segretario del Comitato euro ? è che tutto finora stia andando molto bene. È` vero che qualcuno ha aumentato il prezzo della tazzina di caffè, ma ci sono tanti bar…! Basta andare da quello che non ha aumentato. E che dire delle tariffe? Sembra che sia il primo anno che vengono adeguate. La verità è che gli unici interventi hanno riguardato le Ferrovie il cui adeguamento è stato bloccato e le giocate del lotto che sono state aumentate. Il governo, come ha spiegato il ministro Tremonti, aveva bisogno di soldi ed ha scelto di aumentare le giocate del lotto che non sono obbligatorie per i cittadini, piuttosto che i biglietti del treno che hanno un maggior impatto sociale».

Dunque, tutto bene a giudizio del Comitato euro, anche se le associazioni dei consumatori insistono, tempestate da telefonate di segnalazione di utenti indignati per gli aumenti.

Nel mirino bar, ristoranti, musei, parrucchieri, alberghi, ma anche il prezzo di alcune visite specialistiche negli ospedali pubblici e di farmaci noti e meno noti.

«Addirittura segnalazioni ? scrive ancora il Codacons ? circa prezzi alle stelle dei cavolfiori…».
Insomma, un caos che ha raggiunto ieri il suo apice nelle file chilometriche davanti ai primari istituti di credito dopo lo sciopero di lunedì. Alcune filiali hanno addittura chiuso i battenti in anticipo a causa del sovraffollamento. Un po` meglio alle Poste, dove tuttavia le attese hanno causato anche numerosi malori, soprattutto fra gli anziani.
Ma d`altra parte gli euro servono. Bruxelles ha reso noto ieri che il 75% delle operazioni avviene ormai per mezzo della nuova divisa, ma l`unico modo per reperirla ? oltre a servirsi dei bancomat, «convertiti» per il 90% ? è quello di recarsi in banca.

Per far benzina, invece, è meglio avere ancora le lire. I benzinai assicurano che entro la fine del mese tutti i distributori automatici saranno convertiti in euro, ma intanto è meglio evitare di cercare rifornimento all`ultimo minuto: il rischio è di dover tornare a casa a piedi…

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