Braccio di ferro Codacons-Trenitalia
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fonte:
- Messaggero Veneto
Braccio di ferro Codacons-Trenitalia
Trenitalia e il Codacons si rivedranno di fronte al giudice di pace di Udine, Carla Milocco per un tentativo di conciliazione il prossimo 6 dicembre. Si è conclusa così la prima udienza che ha visto protagonisti il presidente regionale del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell`ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons), Vitto Claut, e un cittadino di Enemonzo, il 47enne Levis Stefani, che hanno chiamato in causa Trenitalia per “inadempienza degli obblighi previsti dal contratto di trasporto“. I due chiedono a Trenitalia un risarcimento danni di 250 euro ciascuno, più il rimborso delle spese per i disagi subiti in un viaggio sulla tratta Mestre-Udine dello scorso 30 giugno. “Un treno soppresso – racconta Claut -, il convoglio successivo inadeguato, con passeggeri costretti a stare stipati e in piedi, senza prima classe e aria condizionata con una temperatura particolarmente elevata. Un ritardo complessivo di 40` e parecchi utenti stremati al termine di una vera Odissea“. Trenitalia, difesa dall`avvocato Gaetano Mutarelli, risponde che i disagi non possono essere addebitati ad alcune responsabilità della società in quanto dovuti a un fatto imprevedibile come l`astensione dal lavoro di un dipendente e in ogni caso limita l`eventuale risarcimento dovuto al solo rimborso del prezzo del biglietto. L`avvocato Nicola D`Andrea del Codacons che ha rappresentato in aula i due ricorrenti però non ci sta: “I fatti parlano chiaro. Claut e Stefani non hanno usufruito di un servizio adeguato a quello richiesto e pagato. E di certo il disagio causato dal fatto che un dipendente di Trenitalia si sia astenuto dal lavoro non deve ricadere sulle loro spalle. Credo quindi che la richiesta di risarcimento sia legittima. La controparte ha evidenziato che acquistando un biglietto si stipula un contratto le cui norme sono stabilite da un regio decreto del `35. Ma rispetto ad allora le cose sono cambiate. Le ferrovie sono una società privata e come tale non dovrebbe usufruire dei benefici riservati alle società pubbliche“. Di più. Secondo Claut alcune clausole contenute in quell`articolato “sono vessatorie“ e per questo motivo il Codacons è pronto a impugnarle. “Di fatto in quelle clausole non è riconosciuto il danno agli utenti – illustra l`avvocato – per cui presenteremo a Roma un ricorso per chiedere l`annullamento delle stesse. Teoricamente in ogni stazione dovrebbero essere esposti i 480 articoli del contratto che si stipula acquistando un biglietto, ma in pochi utenti ne sono a conoscenza. E comunque abbiamo ragione di credere che alcune di queste clausole siano vessatorie. Quest`atto di citazione – spiega Claut – va oltre il mero risarcimento, che purtuttavia si ritiene dovuto, ma vuole assumere la funzione di denuncia e deterrente affinchè tali disservizi non si ripetano. Trenitalia non può disattendere in modo tanto grave il contratto con i passeggeri; deve essere in grado di offrire un servizio alternativo di trasporto o di adottare specifiche misure per evitare i gravi disagi. Per questo l`appello che rivolgo agli utenti è quello di denunciare i disservizi gravi con l`obiettivo di stimolare anche in Italia l`introduzione di una vera e propria class-action, ossia un`azione legale collettiva condotta da uno o più soggetti per conto di se stessi e di altre persone o entità che siano in circostanze identiche o simili“.
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