Bracciali contraffatti, primo maxisequestro Indagati due cinesi
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fonte:
- Corriere della Sera
Quelli originali, brevettati negli Usa e destinati almeno all’ inizio ai surfisti della California, sono finiti pochi giorni fa al centro delle polemiche e anche di un’ inchiesta dell’ Antitrust per «possibile pratica commerciale scorretta». Ma ciò non ha di certo scoraggiato i falsari. E così ben 24.500 braccialetti «Power balance» contraffatti sono stati sequestrati ieri dalla guardia di finanza in due operazioni al Prenestino e all’ Esquilino. Sulla bolletta doganale dei primi 12 mila pezzi, nascosti su un tir carico di abiti femminili e proveniente dall’ Est europeo, c’ era scritto che tutta la merce era stata acquistata soltanto per un centinaio di euro. Una cifra irrisoria per tutti quei bracciali, che alcuni commercianti cinesi, come hanno accertato gli investigatori delle «fiamme gialle», avrebbero rivenduto a 10 euro l’ uno, con un guadagno stellare. Cult I falsi braccialetti sequestrati dalla Finanza all’ Esquilino «A prima vista articoli identici a quelli veri – spiegano i finanzieri – solo che al posto del magnete originale, brevettato negli Usa, c’ era un foglio di alluminio sul quale era stato riprodotto alla perfezione l’ ologramma che rende caratteristico l’ oggetto». Gli altri 12.500 «Power balance» sono stati trovati invece in un negozio cinese di via Turati, e anche nell’ abitazione del titolare, di fronte all’ esercizio commerciale, denunciato insieme con un connazionale. Come gli investigatori del I Gruppo hanno potuto constatare, i braccialetti falsi non hanno alcun effetto sul benessere di chi li indossa e non contribuiscono a mantenere l’ equilibrio. Ma il «Power balance», criticato anche dal Codacons e dalla Federconsumatori che hanno invitato a «diffidare delle magie» aprendo la strada a possibili risarcimenti, è comunque l’ oggetto del momento. Anche per chi vuole guadagnarci sopra illegalmente. I finanzieri del comando provinciale stanno indagando per scoprire la provenienza dei braccialetti falsi e anche i canali di rifornimento nazionali dei commercianti romani, forse attraverso trasporti internazionali che varcano le frontiere con i Balcani e l’ Est Europa. «Anche rispetto all’ oggetto culto dell’ estate 2010 si sta articolando un grande business commerciale parallelo al mercato legale, e del quale sono destinatari inconsapevoli i futuri acquirenti – sottolinea il delegato del sindaco alla Sicurezza, Giorgio Ciardi -. Oltre a sovvenzionare la criminalità, infatti, il commercio di materiale contraffatto e non rispondente alle direttive Ue, espone i cittadini a rischi per la salute proprio a causa dei materiali generalmente scadenti e privi di controllo con i quali vengono confezionati gli articoli, oltre a costituire una truffa allo Stato e i cittadini stessi». Secondo Ciardi infine «per questo motivo è importante il lavoro compiuto dalla Finanza, che permette di garantire i controlli sull’ intera filiera della contraffazione, interrompendo di fatto gli introiti a chi gestisce i traffici illeciti».
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