“Braccialetto miracoloso? No, bufala”
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fonte:
- Il Secolo XIX
L’ ANTITRUST rovina la festa al braccialetto cult dell’ estate, il Power balance. Una striscia di silicone e neoprene con un ologramma che migliorerebbe il campo magnetico del corpo. Secondo i produttori aumenta la forza, l’ equilibrio e l’ elasticità del fisico. Che sia una clamorosa bufala o un’ invenzione prodigiosa è ancora da verificare. Il mondo della scienza propende per la prima ipotesi e, ieri, l’ Autorità garante della concorrenza ha avviato un’ istruttoria per una «possibile pratica commerciale scorretta» nei confronti delle società che lo distribuiscono. Quella del Power balance è una storia breve e fulminea. Risale a un paio di anni fa. Inventato dai fratelli Troy e Josh Rodarme (surfisti californiani con una passione per le discipline olistiche e la medicina alternativa), partì in sordina. A farlo diventare una moda contagiosa ci sono voluti testimonial d’ eccezione (Cristiano Ronaldo, Rubens Barrichello, Antonio Banderas, Robert De Niro e l’ infanta Elena di Spagna). Ma, dopo essere finito sui polsi dei più o meno giovani (costo tra i 25 e i 39 euro e una versione low-cost da 10), ora il braccialetto dei miracoli piomba sotto la lente dell’ Antitrust. L’ istruttoria è stata avviata in base al Codice del consumo, che definisce scorretti i comportamenti delle aziende in grado di indurre in errore il consumatore medio sulle caratteristiche dei prodotti. Nel mirino ci sono due società: Power Balance Italy, società distributrice per l’ Italia dei prodotti a marchio americano, e Sport Town, che commercializza il braccialetto. Dovranno fornire, entro i prossimi 15 giorni, un’ idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano e l’ assenza di eventuali controindicazioni per la salute dei consumatori. Prove, che secondo Walter Santilli, ordinario di Fisiatria a La Sapienza, al momento non risultano affatto. Per il Codacons, se dall’ indagine avviata dall’ Antitrust dovessero emergere comportamenti scorretti, si aprirebbe la strada ai risarcimenti in favore di chi ha acquistato il prodotto. A difenderlo, tra gli sportivi, c’ è Alessandro Petacchi (maglia verde al Tour), che al Secolo XIX confida: «Funziona, lo uso su consiglio del mio fisioterapista dal Giro d’ Italia del 2009. Lo indosso solo durante l’ attività sportiva e, davvero, percepisco un maggiore equilibrio».
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