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15 Dicembre 2017

Bpvi, richiesta danni anche a Bankitalia

 

di Sabrina Tomè INVIATA A VICENZALa strada è insidiosa e in salita. Ma gli avvocati, o perlomeno alcuni di essi, sono decisi a percorrerla per riuscire a dare ristoro ai risparmiatori. Si tratta della chiamata in causa della Banca d’ Italia quale responsabile civile, malgrado l’ istituto non sia indagato nel procedimento contro gli ex vertici della Popolare di Vicenza e si sia invece costituita a sua volta parte civile. «Lo abbiamo preannunciato nella costituzione di parte civile: chiameremo in causa sia Banca d’ Italia che Consob perché dalle indagini si comprende come le Autorità di vigilanza non abbiano svolto la loro attività istituzionale», ha spiegato ieri mattina l’ avvocato Francesco Di Ciollo in tribunale a Vicenza per la seconda giornata dell’ udienza preliminare Bpvi. Seduta dedicata alla costituzione delle parti civili contro Gianni Zonin, gli ex vicedirettori Emanuele Giustini, Paolo Marin, Andrea Piazzetta; l’ ex componente del Cda Giuseppe Zigliotto; l’ ex addetto alla redazione dei documenti contabili della società Massimiliano Pellegrini. La posizione dell’ ex dg Samuele Sorato è stata stralciata per motivi di salute. Chiamata in causa. L’ avvocato Di Ciollo, di Latina, rappresenta una società e un architetto che da soli “pesano” 1 milione di euro di danni. «Procederemo con la chiamata in causa della Vigilanza come soggetto terzo responsabile per gli effetti civili», ha precisato il legale, «lo prevede l’ articolo 83 del Codice di procedura penale. C’ è un precedente: ci siamo mossi in tal senso con le parti offese del naufragio della Concordia, con la Costa che era parte offesa al processo e che abbiamo chiamato a risarcire. Una ventina di colleghi sono pronti a seguire questa strada». Tra loro l’ avvocato Calogero Di Stefano, arrivato da Palermo in rappresentanza di 9 clienti, anch’ essi da 1 milione di euro: «Stiamo valutando la chiamata in causa della Vigilanza», ha detto il legale, «a questo punto devono pagare Banca d’ Italia e Consob». Parti civili a quota 5 mila. Una cinquantina gli avvocati che ieri hanno depositato le costituzioni di parte civile, per un totale di circa mille risparmiatori che si aggiungono ai 3.382 di martedì. Nell’ aula “C” del tribunale berico dove si tiene l’ udienza preliminare, si era diffusa la voce di un avvocato di Bologna con oltre 9 mila parti, capace pertanto di far lievitare il numero dei risparmiatori che chiedono di partecipare al processo a 15 mila. Ieri intanto, dal capoluogo emiliano, sono arrivati gli avvocati di Codacons con due trolley e una sessantina di posizioni. E oggi è l’ ultimo giorno di udienza dedicato alla costituzione delle parti, dopodiché la presidenza del tribunale – in base al numero complessivo dei risparmiatori – deciderà se tenere le prossime sedute in tribunale oppure in altre sedi più ampie, capaci di accogliere tutti i potenziali partecipanti. Oggi la decisione sulla sede. «Tutte le opzioni sono aperte», ha spiegato ieri il presidente del tribunale Alberto Rizzo, «non escludo la videoconferenza che consentirebbe una celebrazione rapida e costi contenuti». Intanto il primo bilancio della macchina organizzativa ha segno nettamente positivo: «La struttura ha gestito con efficienza il notevole afflusso di persone, consentendo tempi di attesa nei limiti fisiologici, legati alla presenza di centinaia di persone», ha rimarcato il magistrato, «Il primo giorno l’ udienza è durata non più di tre ore, il secondo si è conclusa in un’ ora e mezza». Merito anche del grande dispiegamento di forze, con un team di una quindicina di persone tra impiegati, stagisti, volontari che hanno gestito le operazioni collaterali all’ udienza vera e propria. Il presidente ha voluto ringraziarli, insieme al ministero della Giustizia e alle forze dell’ ordine impegnate nei controlli. E ieri, tra gli ingaggiati c’ era anche Maverik, il cane degli artificieri della polizia.

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