BpVi, nuova perquisizione Faro sui finanziamenti
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fonte:
- Il Piccolo
guardia di finanza
in azione nell’ ambito dell’ inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla
vigilanza. il pm: trovati altri documenti. anche a udine quattro
indagati
di Fabio Poloni wVICENZA La Popolare di Vicenza al centro di una perquisizione da parte della Guardia di finanza. L’ operazione, scattata ieri mattina nella sede centrale della Banca, è stata disposta dalla Procura della Repubblica del capoluogo berico nell’ ambito dell’ inchiesta – in corso da mesi – per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. Sei gli indagati, tutti ex vertici dell’ istituto: il presidente Gianni Zonin, il direttore generale Samuele Sorato, i due vice Emanuele Giustini e Andrea Piazzetta e i consiglieri di amministrazione Giuseppe Zigliotto e Giovanna Maria Dossena. Indagata anche la banca per responsabilità amministrativa in relazione a una presunta inadeguatezza dei modelli di controllo. La perquisizione, che ha l’ obiettivo di acquisire documentazione riguardo i finanziamenti erogati dalla banca – in passato oggetto di un’ ispezione anche da parte della Banca centrale europea – è condotta dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria e del nucleo di polizia tributaria di Vicenza. Per le fiamme gialle è un ritorno: nel settembre del 2015 era stata eseguita un’ altra perquisizione. È stato il procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri, a spiegare i motivi del ritorno della Finanza in PopVi: «Cercavamo documenti che non erano ancora stati acquisiti per un confronto con quelli già oggetto della prima perquisizione, e che oggi abbiamo trovato», ha detto all’ Ansa. Si tratta in particolare, della documentazione cartacea e informatica riguardante i finanziamenti concessi dagli ex vertici della Vicentina nel periodo 2012-2014, e tra essi i fidi più ingenti concessi, ad esempio, al gruppo che fa capo all’ imprenditore romano Alfio Marchini (che era tra i candidati a sindaco di Roma), e ai gruppi Fusillo e Degennaro. Non ci sono, ha chiarito il magistrato, nuovi indagati. Sulla BpVi, scossa nei giorni scorsi dal suicidio di un azionista che ha perso tutto con il crollo del valore azionario (da 62,50 euro a dieci centesimi), l’ indagine in corso sembra arrivata a un punto di accelerazione: il filone principale riguarda l’ acquisto di azioni della banca tramite finanziamenti – per 975 milioni di euro – erogati agli azionisti dallo stesso istituto di credito, azione che comporterebbe una palese e grave violazione delle norme del diritto bancario. In una nota la Popolare di Vicenza, a nome dell’ ad Francesco Iorio, afferma che «la banca è la prima a essere interessata a fare chiarezza sul passato». Nel confermare la propria «piena collaborazione e fiducia nell’ operato della magistratura», Iorio ha ribadito il proprio «impegno incondizionato a ristabilire quel clima di rinnovata trasparenza e fiducia necessario per proseguire nel rilancio della Banca, a beneficio dei suoi clienti, azionisti, dipendenti e dei territori in cui la Banca opera». Mentre il senatore Maurizio Gasparri (FI) lamenta un intervento «quando i buoi sono già scappati», il Codacons chiede il sequestro dei beni della banca come garanzia. «In attesa che i documenti sequestrati siano analizzati dalla magistratura, riteniamo indispensabile procedere a sequestro cautelativo dei beni della banca a garanzia dei risarcimenti in favore dei risparmiatori», ha detto il presidente Carlo Rienzi. Intanto la Procura di Udine ha iscritto i primi nomi sul registro degli indagati nell’ ambito del filone friulano dell’ inchiesta relativa alla BpVi. Si tratterebbe di quattro direttori di filiali che sarebbero già stati interrogati dal pm Elisa Calligaris. Il reato ipotizzato è truffa ai danni di tre clienti che avevano denunciato di essere stati indotti all’ acquisto di azioni dell’ istituto. Raccolti i primi riscontri nel corso delle indagini delegate alla Finanza, la Procura di Udine punta ora a ricostruire la catena direttiva della banca e a valutare l’ eventuale concorso di terze persone. Le indagini della Procura di Udine furono avviate alla fine del 2015, dopo la presentazione delle prime querele da parte di correntisti friulani che si erano sentiti danneggiati dalla vicenda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
fabio poloni
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