BpVi, i consumatori rimangono al tavolo
I consumatori accettano di sedere al tavolo aperto da BpVi, pur esprimendo un giudizio negativo sull’ offerta dei 9 euro per azione definita «iniqua», «che rimborsa tutti allo stesso modo», «unilaterale» da parte della banca. Però accettano di far parte di un tavolo per ispirare i criteri con cui si destinerà il fondo aggiuntivo di 60 milioni (30 per BpVi e altrettanti per Veneto Banca) per i casi dei soci più deboli che alla loro situazione già precaria di salute, economica e disagio sociale hanno aggiunto la perdita dei loro risparmi che credevano sicuri nelle azioni della banca, crollate da 62,50 euro a 10 centesimi. Si è chiusa così ieri una carrellata di tre nuovi incontri con le associazioni convocate dalla banca per illustrare le proposte di indennizzo e cercare una collaborazione. Gli incontri si sono svolti con Federconsumatori, l’ associazione più rappresentativa che da sola “pesa” con il 60% dei reclami all’ indirizzo della banca (qualcosa come 6 mila soci rappresentati), Casa del Consumatore di Schio e Codacons. Pur con posizioni critiche rispetto alla proposta dei 9 euro hanno deciso di proseguire la trattativa. Il «sì» è stato unanime ad accettare la proposta di sedere intorno al tavolo di conciliazione per i casi più disperati.TRATTATIVA. Le due ore d’ incontro tra il presidente di BpVi Gianni Mion, il capo del retail Luca Reverberi e il direttore della comunicazione Giampiero Beltotto con i vertici di Federconsumatori Giovanna Capuzzo, presidente veneto e Barbara Puschiasis, presidente del Friuli Venezia Giulia e a capo della Consulta giuridica nazionale danno da sole l’ idea dell’ importanza dell’ appuntamento e dei tanti aspetti da sviscerare. Le due responsabili hanno fatto presente che la proposta del 15% di indennizzo non è né congrua né giusta non solo per l’ esiguo importo, ma anche perché non si è proceduto ad alcuna distinzione tra le varie e diverse posizioni e le violazioni disparate, da tempo contestate. Giovanna Capuzzo ha però evidenziato che l’ associazione «non esprimerà un no secco perché ogni socio sarà libero di accettare o meno valutando la sua posizione personale». Già diversi soci si sono presentati all’ associazione, molti dei quali – è emerso – hanno detto che non accetteranno quella che definiscono «un’ elemosina». Diverso il caso di altre posizioni. Un signore molto anziano senza figli con un pacchetto di (vecchie) 20 mila euro in azioni ha detto per esempio che avrebbe accettato i 3 mila euro proposti anche se pochi. C’ è poi la contrarietà sulla rinuncia ai contenziosi, come illustrato da Barbara Puschiasis, in particolare su un punto: l’ accordo prevede anche la rinuncia a costituirsi parte civile contro gli ex vertici della banca ritenuti responsabili del dissesto. Tra banca e associazione si è comunque deciso di proseguire il dialogo tanto che il presidente Mion parteciperà all’ assemblea promossa da Federconsumatori ad Udine il 28 gennaio.TAVOLO. Anche il presidente veneto di Codacons Franco Conte con Maria Laura Pecunio e Frine Vivian ha accettato ieri di far parte del tavolo che valuterà i criteri per rimborsare le persone più svantaggiate («Ci auguriamo siano rimborsi totali e veloci»). Per quanto riguarda l’ offerta dei 9 euro l’ avv. Conte valuta sia «anche troppo» per gli azionisti speculatori, ma «inadeguata per la maggioranza dei soci». Resta il fatto che «abbiamo in Atlante un interlocutore attendibile che, a differenza dei veneti, ha messo soldi nella banca e poi ha anche approvato l’ azione di responsabilità» che «andrebbe ricercata anche sui soggetti regolatori». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
roberta bassan
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