22 Dicembre 2017

Bppc, Codacons: «Pubblicare i nomi dei debitori insolventi»

 

CATANZARO «Il Codacons deposita istanza d’ accesso al ministero dell’ Economia e Banca d’ Italia per rendere pubblico l’ elenco dei debitori insolventi che hanno depredato le casse della Banca popolare delle province calabre». È quanto comunica, in una nota, il vicepresidente nazionale del Codacons Giovanni Di Lieto che sottolinea come sia «giunto il momento di rendere noti tutti i nomi di chi non ha saldato i debiti con la Banca Popolare delle Province Calabre, protagonista del primo salvataggio bancario nell’ era del bail-in». «La banca calabrese, infatti – aggiunge – a seguito di una gestione “allegra” che ha determinato perdite enormi è stata acquisita dalla Banca popolare di Bari, alla quale sono andati ben 1,37 milioni di euro da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi. E così migliaia di azionisti calabresi si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano, perché le loro azioni oggi non valgono praticamente nulla. Il Codacons non si arrende davanti al rifiuto opposto dalla gestione commissariale a rivelare i nomi di chi ha avuto soldi senza poi restituirli, facendo crollare la banca sotto il peso abnorme delle sofferenze». «È un sacrosanto diritto dei risparmiatori traditi – invoca Di Lieto – conoscere l’ identità dei debitori insolventi, anche ai fini di possibili azioni della magistratura, e in tal senso abbiamo presentato istanza d’ accesso al ministero dell’ Economia e Bankitalia. Alla base dell’ iniziativa dell’ associazione c’ è il diritto alla trasparenza riconosciuto in Italia dalla legge 241/90, e che consente al Codacons nonché agli azionisti danneggiati, di attivarsi in tal senso a difesa dei propri interessi». «Una volta ottenuti i nomi dei debitori – prosegue l’ esponente del Codacons -, sarà nostra cura renderli pubblici e valutare le dovute azioni da intraprendere a tutela dei piccoli investitori danneggiati. Inoltre, alla luce della segretezza imposta dalla gestione commissariale abbiamo già presentato una denuncia in Procura perché sia fatta luce sui tanti crediti giudicati inesigibili, evidentemente perché concessi senza adeguate garanzie e sul comportamento di una gestione commissariale costata 800mila euro, e che avrebbe addirittura ignorato le decisioni dell’ assemblea degli azionisti e, soprattutto, per comprendere che fine abbia fatto il capitale sociale, che poco tempo addietro veniva certificato in 8.976.264,00 euro e che il Collegio sindacale dichiarava “esistente”. Ebbene – si domanda Di Lieto – ora quelle somme dove sono?». «Parallelamente il Codacons – conclude la nota – ha depositato un ricorso all’ Anac affinché voglia acquisire l’ elenco dei nomi di chi ha depredato le casse della Popolare. Siamo certi che da quell’ elenco verranno fuori tante sorprese».

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