10 Gennaio 2017

Bper, giovedì Cda che formalizza l’ offerta per Carife

    Bper, giovedì Cda che formalizza l’ offerta per Carife

    l’ acquisizione della cassa ferrarese diventa probabile dopo tagli degli esuberi e soluzione per i crediti deteriorati
    Nel Cda di dopodomani Bper Banca dovrebbe formalizzare un’ offerta non vincolante oer l’ acquisizione di Nuova Carife, la Cassa di Risparmio di Ferrara che è stata risanata. La notizia, che circola da tempo unitamente a quella che riguarda la probabile acquisizione di Unipol Banca, è stata confermata negli ambienti finanziari milanesi . Per formalizzare un’ offerta l’ istituto di credito modenese attendeva gli sviluppi delle vicende che dovrebbero rendere appetibile Carife. In primo luogo si sta definendo il problema delle centinaia di esuberi della Cassa ferrarese, visto che l’ organico dei dipendenti viene più che dimezzato. Il piano che prevede gli esodi volontari dalla Nuova Carife costerà circa 58 milioni, sulla base dei conteggi messi a punto da azienda e sindacati dopo l’ accordo siglato a fine dicembre. Il costo sarà sostenuto dalla banca attualmente presieduta da Roberto Nicastro, il dirigente che si sta occupando anche della cessione delle altre tre “good bank” – Etruria, Marche e Carichieti – a Ubi Banca. L’ assemblea dei lavoratori di Nuova Carife ha approvato a larghissima maggioranza l’ accordo per l’ uscita volontaria di 300 dipendenti e la riduzione dei costi per altre 50 risorse equivalenti. Il costo di 58 milioni deriva dai trattamenti agevolati di 48 mensilità o di 41 mensilità con il ricorso in aggiunta al fondo emergenziale per altri 24 mesi. Entro il prossimo 19 gennaio i 300 volontari dovranno comunicare l’ intenzione di uscire. Riguardo l’ altro problema dei “non performing loans”, i crediti difficilmente esigibili, appare ormai certo che debba intervenire il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi attraverso lo schema volontario. Riguardo Carife è anche arrivata una pessima notizia per gli ex azionisti della banca, che hanno dovuto subire l’ azzeramento del valore delle loro azioni dopo il tracollo dell’ istituto ferrarese. Il Tar ha stroncato le loro speranze bocciando le richieste di Fondazione, piccoli soci e Codacons, che contro l’ azzeramento sostenevano l’ incostituzionalità della risoluzione.

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