Box di pertinenza, per il rimborso Tari istanza e ricorso ai giudici
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fonte:
- Corriere della Sera
nessuna restituzione automatica delle somme. il comune: obbligati dalla corte dei conti. i moduli online
I rimborsi sulla Tari ci saranno, ma non scatteranno in modo automatico. Servirà prima il giudizio del Tar o di un giudice tributario. A stabilirlo è stata la Corte dei Conti, a cui Palazzo Marino si era rivolto per un parere sulla correttezza della procedura. In sostanza, i 150mila cittadini che hanno versato una tassa rifiuti «gonfiata» per i calcoli errati legati alla parte variabile sui box auto di pertinenza (per un totale di 40 milioni di euro entrati in più nelle casse pubbliche nel periodo tra il 2014 e il 2017) dovranno prima presentare un’ istanza al Comune, attraverso un modulo scaricabile dal sito web da settimana prossima, per poi presentare, dopo 90 giorni, il ricorso per un giudizio finale dei giudici. Basterà però una sentenza che faccia da precedente, fanno sapere dagli uffici di piazza della Scala, per far scattare il risarcimento a tutti i milanesi che avranno presentato istanza. «È l’ unica via percorribile, dopo il parere della Corte dei Conti», spiega l’ assessore al Bilancio, Roberto Tasca che ieri ha comunicato la novità alle principali associazioni dei consumatori – Adiconsum Milano Metropoli, Adoc, Confederazione cittadinanza consapevole, Federconsumatori Milano e Lombardia, Movimento Difesa del Cittadino, Codacons e Unione Nazionale Consumatori – con cui «ci siamo impegnati a confermare la volontà del Comune di rimborsare chi ha pagato quote non dovute – prosegue sempre l’ assessore – e di informare i cittadini sulle modalità per presentare l’ istanza nel modo più corretto». I giudici contabili hanno invece dato via libera alla possibilità da parte di Palazzo Marino di utilizzare le risorse della fiscalità generale per restituire le somme. «È una situazione assurda, degno risultato dell’ inefficienza del Comune – protesta il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi -. Da parte nostra, vigileremo affinché ciascun cittadino venga finalmente risarcito, anche se purtroppo le vittime di questo errore potrebbero essere costrette ad aspettare parecchi mesi, o addirittura un anno intero, prima di ottenere ciò che gli spetta di diritto».
p. lio
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