17 Settembre 2005

BOTTIGLIE MANOMESSE: LA PAURA SI SPOSTA IN ABRUZZO

BOTTIGLIE MANOMESSE: LA PAURA SI SPOSTA IN ABRUZZO/ANSA




15ENNE BEVE DA BOTTIGLIA E SI SENTE MALE ENTRANDO A SCUOLA









(di Simona Casadio) (ANSA) – PESCARA, 16 SET – Si sposta

in Abruzzo la paura per le bottiglie manomesse. Una studentessa

15enne di un istituto tecnico di Pescara si è sentita male oggi

al momento di entrare in classe: aveva appena bevuto due sorsi

di acqua minerale da una bottiglietta acquistata in un negozio

poco distante. Forti dolori addominali e bruciori, una corsa in

ospedale sull`ambulanza del “118“. Ora è sotto terapia

anticaustica, ma non in pericolo di vita. Su caso, presso la

procura della Repubblica di Pescara, è stato aperto un

fascicolo contro ignoti.

I sintomi accusati in un primo momento sono regrediti. La

segue il personale medico del reparto pediatrico dell`ospedale

pescarese a cui ha raccontato di avere solo assaggiato il

contenuto della bottiglietta acquistata prima dell`ingresso a

scuola. Solo assaggiato perché subito disgustata dal cattivo

odore.

In effetti gli esami eseguiti dall`Arta (l`agenzia regionale

per la tutela ambientale) hanno accertato la presenza nell`acqua

di tensioattivo riconducibile ad un ammorbidente. La

bottiglietta acquistata, e posta sotto sequestro dalla Polizia,

presentava un foro da ago di siringa sul collo. Era stata

scaricata in negozio ieri, dal fornitore. Nessun altra

manomissione è stata riscontrata dagli investigatori tra le

altre bottiglie di acqua minerale “Levissima“ della stessa

partita poste sotto sequestro sia nel deposito del fornitore,

sia nei punti vendita da quest`ultimo raggiunto, sei nella

cittadina adriatica.

E` certo che i riscontri del personale della Squadra Mobile

della Questura di Pescara hanno consentito di accantonare quasi

subito l`ipotesi che potesse trattarsi di uno scherzo ideato e

messo in atto dai compagni di classe della ragazza, da

pochissimi giorni studentessa del secondo anno dell`Istituto

Manthoné. Ascoltati, i compagni di classe hanno confermato

tutti la versione fornita dalla giovane. Nessuno di loro ha

avuto modo di acquistare acqua nello stesso negozio stamani.

Ascoltati dagli investigatori anche i gestori del negozio,

che si trova proprio nei pressi dell`istituto. L`allarme era

stato dato stamani dalla preside dell`Istituto, Luciana Vecchi,

che viste le condizioni della ragazzina aveva chiamato il

“118“ avvertendo anche i suoi genitori. Ora la paziente è

ancora ricoverata in ospedale e vi rimarrà in osservazione. I

sanitari, avuta certezza della sostanza ingerita e del suo

quantitativo, ritengono che non vi saranno ulteriori strascichi.

Intanto il Codacons ha chiesto ai Nas di effettuare controlli

in tutta la zona sequestrando a campione le bottiglie nei negozi

per accertare eventuale sostanze iniettate al loro interno.

Inoltre ha avanzato una proposta: come forma di tutela per i

consumatori – “ormai troppo spesso coinvolti in episodi di

questo tipo“ – si mettano in commercio confezioni di bottiglie

rovesciate, con la fascia che funge da manico nella parte bassa

della confezione, in modo tale da scoprire, una volta messa a

tavola e capovolgendo la bottiglia, se questa è stata forata.

(ANSA).

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