7 Maggio 2019

Botte alla casa di cura, prime pene

montebello, l’ ex direttore gastaldo e l’ operatore patteggiano
di NICOLETTA PISANU – PAVIA – UN OPERATORE socio sanitario e l’ ex direttore della casa di cura Monsignor Rastelli di Montebello della Battaglia hanno patteggiato per l’ accusa di aver maltrattato gli ospiti della struttura. Tre invece sono i rinviati a giudizio per il secondo filone di indagine inerente sempre gli episodi di violenza nella stessa comunità. Ieri davanti al Gup di Pavia l’ ex direttore Giovanni Gastaldo, sessantasette anni, ha patteggiato la pena di tre anni e sei mesi di reclusione, mentre l’ oss Davide Montagna ha patteggiato tre anni di reclusione: a lui era contestato, oltre al reato di maltrattamenti, anche quello di lesioni. SUBITO dopo la decisione del giudice sui patteggiamenti che han portato alle condanne, si è aperta l’ udienza per il secondo filone di indagine che vede Montagna accusato di altri episodi di maltrattamento, Gastaldo accusato di esercizio abusivo della professione di farmacista. Per lo stesso filone d’ inchiesta sono stati rinviati a giudizio il medico Rinaldo Marangoni, la psichiatra Rosamaria Sensale e l’ educatrice Raffaella Spairani: tutti lavoravano nella casa di cura di Montebello e a vario titolo sono accusati di maltrattamenti, connivenza e falso. Per i tre rinviati a giudizio il dibattimento si aprirà il 26 giugno, si sono costituite parti civili l’ associazione Codacons e l’ Ats di Pavia. Per Montagna e Gastaldo, che hanno rispettivamente chiesto per questo ulteriore filone d’ indagine il rito abbreviato e un altro patteggiamento, il giudice ha rinviato la decisione al 17 giugno, quando interverrà un altro Gip in sostituzione di quello attuale, dato che si configurerebbe incompatibilità del giudice perché già si è espresso sui patteggiamenti del primo filone d’ inchiesta per gli stessi imputati. TRENTANOVE le parti offese, tutti pazienti della casa di cura, persone anziane o disabili che secondo le accuse mosse agli imputati avevano subito angherie fisiche e psicologiche. Il caso era scoppiato a novembre 2018, quando erano emerse le vessazioni cui venivano sottoposti i pazienti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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