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15 Maggio 2010

Botox: arrivano direttamente d’ Oltreoceano dubbi e ansie

Roma. Arrivano direttamente d’ Oltreoceano dubbi e ansie da Botox. Dopo il maxi-risarcimento a cui è stata condannata la casa farmaceutica americana Allergan citata per danni da botulino, il Consiglio Superiore di Sanità (Css) è stato incaricato di analizzare la situazione italiana sull’ utilizzo della tossina. A farne esplicita richiesta, in accordo con il ministro Ferruccio Fazio, è stato il sottosegretario del ministero della Salute, Francesca Martini. Il Css dovrà verificare eventuali problematiche legate all’ utilizzo del botulino sia per usi terapeutici che estetici. «Il tema della sicurezza dell’ utilizzo della tossina botulinica in ambito terapeutico e con finalità estetiche era già da tempo alla mia attenzione», precisa Martini. A fare pressioni in questa direzione è stato anche il Codacons che ha chiesto al ministero di «verificare se il prodotto al centro della vicenda giudiziaria negli Usa sia venduto e utilizzato anche nel nostro paese e, in tal caso, valutare le misure da adottare a tutela della salute umana, compreso l’ eventuale ritiro del prodotto dal commercio». In Italia, la Allergan commercializza il prodotto in due confezioni diverse, una per uso terapeutico e un’ altra per uso estetico. In generale, nel nostro paese la tossina anti-rughe è diventata una delle tecniche più gettonate tra gli interventi di chirurgia estetica. Nel 2009, secondo i dati della Società Italiana Medicina Estetica (Sime), sono stati effettuati ben 89.900 trattamenti «spianarughe», circa il 21 per cento in più rispetto all’ anno precedente. E le stime per il 2010 fanno decisamente pensare a un ulteriore impennata di interventi pari al momento a un +30 per cento. Numeri impressionanti, destinati a mantenersi costanti o addirittura ad aumentare nei prossimi anni. Secondo la Sime, infatti, ben il 98 per cento dei pazienti italiani che usa il botulino, continua a farlo anche dopo la prima seduta. Del resto, l’ effetto della tossina, in genere, si esaurisce dopo 5 mesi o poco più. Ma il caso giudiziario americano – che ha permesso alla ginecologa 48enne di ottenere un risarcimento di 15 milioni di dollari per aver subito danni da iniezioni della tossina che faceva da ormai quattro anni – potrebbe invertire questa tendenza, qualora il Css segnalasse anche nel nostro paese casi problematici simili. Secondo l’ avvocato della Helton, dopo le iniezioni la donna avrebbe cominciato ad accusare dolori alle mani, ai piedi e alle braccia e debolezza ai muscoli, al punto che aveva lasciato il posto da direttrice sanitaria del Lakeside Women’ s Hospital, a Oklahoma City. La chiave di volta che ha portato alla vittoria legale, almeno in primo grado, la Helton è stato il fatto che sulle avvertenze del prodotto non venivano date sufficienti informazioni sui potenziali effetti collaterali del Botox. La Allergan non si dà però per vinta, tant’ è che ha già annunciato il ricorso in appello. «E’ una sentenza punitiva per l’ azienda – ha commentato Nicolò Scuderi, professore di chirurgia plastica all’ Università La Sapienza di Roma – si tratta di un caso noto e discusso del 2006, che porta con sé una sentenza di tipo amministrativo e non sanitario». In Italia, ci sono dei parametri precisi che il medico deve seguire quando effettua iniezioni di botulino sia per scopi clinici che estetici. Entro questi standard non dovrebbero sopraggiungere effetti collaterali. Secondo Scuderi, con il botox non ci sono rischi, a meno che non venga usato in sovradosaggio, vale a dire un impiego pari a «50-100 volte quello fatto per uso estetico e 10 volte per uso terapeutico o se l’ iniezione è sbagliata e colpisce gangli vitali». «In queste eventualità – continua – si possono verificare effetti collaterali importanti, come la paralisi. Ma in Italia non ci sono stati casi di questo tipo».

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