BOSSI,S.P.Q.R?SONO PORCI QUESTI ROMANI, SCOPPIA BUFERA/ANSA
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 27 SET – L’acronimo S.P.Q.R.? "Qui al nord si
dice ‘Sono porci questi romani”. Sono passati appena dieci
giorni dall’approvazione del decreto su Roma Capitale, votato
dal Carroccio con più di qualche mal di pancia, e il leader
della Lega Umberto Bossi, va all’attacco e torna a prendersela
con i cittadini capitolini appellandoli addirittura come
"porci". Sarà anche una battuta, pronunciata durante le
selezioni di miss Padania, ma l’uscita del Senatur in versione
Asterix fa scatenare una vera e propria bufera. Le prese di
distanza si sprecano, dal mondo politico a quello della cultura
allo sport ai sindacati. Su Facebook si costituisce
immediatamente il gruppo ‘Roma querela Bossi’ e Gianni Alemanno
scrive al premier per stigmatizzare l’uscita del leader leghista
che, en passant, se la prende anche con l’ipotesi che il Gran
premio di Formula Uno si sposti nella capitale perché "lì
corrono sulle bighe".
Giorgio Napolitano, giunto questa sera a Parigi per una
visita ufficiale, non dice nulla, non entra nel merito di questa
polemica anche se in ambienti del Colle si rimanda a quanto
detto dal Capo dello Stato lunedì scorso su Roma Capitale.
"Roma, Roma sola deve essere la capitale d’Italia" – aveva
detto tra l’altro il presidente della Repubblica citando Camillo
Benso di Cavour, in un discorso del 1861. In Campidoglio,il Capo
dello Stato aveva citato con enfasi quella frase davanti
all’Assemblea Capitolina che gli conferiva la cittadinanza
onoraria dell’Urbe. Il presidente della Repubblica, facendo
propria quella frase aveva aggiunto: "Mortificare o disperdere
le strutture portanti dello Stato nazionale sarebbe
semplicemente fuorviante", poiché esse rappresentano un
"essenziale tessuto connettivo", l’Italia deve "rinnovarsi
rafforzando e non indebolendo la sua unita"."Nulla può
sminuire la grandezza storica di Roma", aveva anche detto.
Dopo una giornata di critiche, il Senatur rincara la dose:
"La mia era una battuta – dice – ma dalle reazioni che vedo in
queste ore mi viene da pensare che a Roma si sentano in colpa".
In ogni caso, attacca, dopo che "ci hanno portato via
l’aeroporto di Malpensa e adesso vogliono prenderci anche il
Gran Premio di Monza" con "il Giro d’Italia che non arriva
più a Milano" e le Olimpiadi che non toccheranno Venezia "si
capisce che il nord non può amare Roma". Comunque, "tutti
sanno che io non ce l’ho mai avuta con il popolo romano, ma ce
l’ho con Roma apparato che ruba la libertà e la ricchezza a chi
la produce".
Basta insulti, è l’appello che arriva da tutta
l’opposizione. Il Pd prepara una mozione di sfiducia individuale
a Bossi come ministro, mentre l’Italia dei Valori scrive una
lettera aperta al presidente della Repubblica chiedendogli di
intervenire contro il "vilipendio" della Capitale e annuncia
sostegno politico alla mozione di sfiducia del Pd.
A prendere posizione a nome del governo è il ministro degli
Esteri Franco Frattini, che, dopo aver parlato con Berlusconi
attacca: "questa volta l’ha fatta grossa". Bossi "va invitato
amichevolmente a smettere", dice anche il ministro della Difesa
Ignazio La Russa. Mentre Fli chiede direttamente al presidente
del Consiglio di prendere posizione e starebbe valutando la
possibilità di votare contro il leader del Carroccio . "Mi
auguro che Berlusconi intervenga – dice il capogruppo alla
Camera Italo Bocchino – per smentire quanto ha detto Bossi. Se
é un atto di folclore lo derubrichiamo al folclore della
politica ma se Bossi lo pensa veramente non può fare il
ministro delle Riforme, perché lo fa per l’Italia e non per la
Padania".
Dai Radicali scatta la raccolta di firme per querelarlo
mentre i Verdi mettono in pista addirittura una ‘class action’
per un risarcimento collettivo dei cittadini romani e il
Codacons annuncia un esposto alla procura di Milano. A querelare
é anche l’associazione forense ‘Avvocati&Avvocati’ mentre i
giovani del Pdl inviano al ministro un libro con la storia di
Roma.
Ma, nel giorno del compleanno del capitano della Roma,
Francesco Totti, le critiche arrivano anche dal mondo dello
sport e della cultura. "Che politici sono – dice in romano l’ex
allenatore della Roma Carlo Mazzone – se è questo l’esempio che
danno? Non me fate arrabbià…". Mentre Renato Zero taglia
corto invitando il Senatur a "guardarsi allo specchio". La Uil
di Roma, infine, replicherà a Bossi ‘alla romana’, con una
serenata il 4 ottobre a piazza Pasquino, sotto una delle statue
simbolo della città.
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