27 Settembre 2010

BOSSI,S.P.Q.R?SONO PORCI QUESTI ROMANI, SCOPPIA BUFERA/ANSA

NAPOLITANO AVEVA DETTO, NON MORTIFICARE STRUTTURE PORTANTI STATO

(ANSA) – ROMA, 27 SET – L’acronimo S.P.Q.R.? "Qui al nord si

dice ‘Sono porci questi romani”. Sono passati appena dieci

giorni dall’approvazione del decreto su Roma Capitale, votato

dal Carroccio con più di qualche mal di pancia, e il leader

della Lega Umberto Bossi, va all’attacco e torna a prendersela

con i cittadini capitolini appellandoli addirittura come

"porci". Sarà anche una battuta, pronunciata durante le

selezioni di miss Padania, ma l’uscita del Senatur in versione

Asterix fa scatenare una vera e propria bufera. Le prese di

distanza si sprecano, dal mondo politico a quello della cultura

allo sport ai sindacati. Su Facebook si costituisce

immediatamente il gruppo ‘Roma querela Bossi’ e Gianni Alemanno

scrive al premier per stigmatizzare l’uscita del leader leghista

che, en passant, se la prende anche con l’ipotesi che il Gran

premio di Formula Uno si sposti nella capitale perché "lì

corrono sulle bighe".

Giorgio Napolitano, giunto questa sera a Parigi per una

visita ufficiale, non dice nulla, non entra nel merito di questa

polemica anche se in ambienti del Colle si rimanda a quanto

detto dal Capo dello Stato lunedì scorso su Roma Capitale.

"Roma, Roma sola deve essere la capitale d’Italia" – aveva

detto tra l’altro il presidente della Repubblica citando Camillo

Benso di Cavour, in un discorso del 1861. In Campidoglio,il Capo

dello Stato aveva citato con enfasi quella frase davanti

all’Assemblea Capitolina che gli conferiva la cittadinanza

onoraria dell’Urbe. Il presidente della Repubblica, facendo

propria quella frase aveva aggiunto: "Mortificare o disperdere

le strutture portanti dello Stato nazionale sarebbe

semplicemente fuorviante", poiché esse rappresentano un

"essenziale tessuto connettivo", l’Italia deve "rinnovarsi

rafforzando e non indebolendo la sua unita"."Nulla può

sminuire la grandezza storica di Roma", aveva anche detto.

Dopo una giornata di critiche, il Senatur rincara la dose:

"La mia era una battuta – dice – ma dalle reazioni che vedo in

queste ore mi viene da pensare che a Roma si sentano in colpa".

In ogni caso, attacca, dopo che "ci hanno portato via

l’aeroporto di Malpensa e adesso vogliono prenderci anche il

Gran Premio di Monza" con "il Giro d’Italia che non arriva

più a Milano" e le Olimpiadi che non toccheranno Venezia "si

capisce che il nord non può amare Roma". Comunque, "tutti

sanno che io non ce l’ho mai avuta con il popolo romano, ma ce

l’ho con Roma apparato che ruba la libertà e la ricchezza a chi

la produce".

Basta insulti, è l’appello che arriva da tutta

l’opposizione. Il Pd prepara una mozione di sfiducia individuale

a Bossi come ministro, mentre l’Italia dei Valori scrive una

lettera aperta al presidente della Repubblica chiedendogli di

intervenire contro il "vilipendio" della Capitale e annuncia

sostegno politico alla mozione di sfiducia del Pd.

A prendere posizione a nome del governo è il ministro degli

Esteri Franco Frattini, che, dopo aver parlato con Berlusconi

attacca: "questa volta l’ha fatta grossa". Bossi "va invitato

amichevolmente a smettere", dice anche il ministro della Difesa

Ignazio La Russa. Mentre Fli chiede direttamente al presidente

del Consiglio di prendere posizione e starebbe valutando la

possibilità di votare contro il leader del Carroccio . "Mi

auguro che Berlusconi intervenga – dice il capogruppo alla

Camera Italo Bocchino – per smentire quanto ha detto Bossi. Se

é un atto di folclore lo derubrichiamo al folclore della

politica ma se Bossi lo pensa veramente non può fare il

ministro delle Riforme, perché lo fa per l’Italia e non per la

Padania".

Dai Radicali scatta la raccolta di firme per querelarlo

mentre i Verdi mettono in pista addirittura una ‘class action’

per un risarcimento collettivo dei cittadini romani e il

Codacons annuncia un esposto alla procura di Milano. A querelare

é anche l’associazione forense ‘Avvocati&Avvocati’ mentre i

giovani del Pdl inviano al ministro un libro con la storia di

Roma.

Ma, nel giorno del compleanno del capitano della Roma,

Francesco Totti, le critiche arrivano anche dal mondo dello

sport e della cultura. "Che politici sono – dice in romano l’ex

allenatore della Roma Carlo Mazzone – se è questo l’esempio che

danno? Non me fate arrabbià…". Mentre Renato Zero taglia

corto invitando il Senatur a "guardarsi allo specchio". La Uil

di Roma, infine, replicherà a Bossi ‘alla romana’, con una

serenata il 4 ottobre a piazza Pasquino, sotto una delle statue

simbolo della città.

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