28 Settembre 2010

Bossi. Porchi questi romani. Scoppia la bufera

ROMA. L’acronimo S.P.Q.R.? "Qui al nord si dice "Sono porci questi romani".

Sono passati appena dieci giorni dall’approvazione del decreto su Roma Capitale, votato dal Carroccio con più di qualche mal di pancia, e il leader della Lega Umberto Bossi, va all’attacco e torna a prendersela con i cittadini capitolini appellandoli addirittura come "porci". Sarà anche una battuta, pronunciata durante le selezioni di miss Padania, ma l’uscita del Senatur in versione Asterix fa scatenare una vera e propria bufera. Le prese di distanza si sprecano, dal mondo politico a quello della cultura allo sport ai sindacati.

Su Facebook si costituisce immediatamente il gruppo "Roma querela Bossi" e Gianni Alemanno scrive al premier per stigmatizzare l’uscita del leader leghista che, en passant, se la prende anche con l’ipotesi che il Gran premio di Formula Uno si sposti nella capitale perché "lì corrono sulle bighe".

Giorgio Napolitano, giunto ieri sera a Parigi per una visita ufficiale, non dice nulla, non entra nel merito di questa polemica anche se in ambienti del Colle si rimanda a quanto detto dal Capo dello Stato lunedì scorso su Roma Capitale. "Roma, Roma sola deve essere la capitale d’Italia" – aveva detto tra l’altro il presidente della Repubblica citando Camillo Benso di Cavour, in un discorso del 1861. In Campidoglio,il Capo dello Stato aveva citato con enfasi quella frase davanti all’Assemblea Capitolina che gli conferiva la cittadinanza onoraria dell’Urbe. Il presidente della Repubblica, facendo propria quella frase aveva aggiunto: "Mortificare o disperdere le strutture portanti dello Stato nazionale sarebbe semplicemente fuorviante", poiché esse rappresentano un "essenziale tessuto connettivo", l’Italia deve "rinnovarsi rafforzando e non indebolendo la sua unita". "Nulla può sminuire la grandezza storica di Roma", aveva anche detto. Dopo una giornata di critiche, il Senatur rincara la dose: "La mia era una battuta – dice – ma dalle reazioni che vedo in queste ore mi viene da pensare che a Roma si sentano in colpa".

In ogni caso, attacca, dopo che "ci hanno portato via l’aeroporto di Malpensa e adesso vogliono prenderci anche il Gran Premio di Monza" con "il Giro d’Italia che non arriva più a Milano" e le Olimpiadi che non toccheranno Venezia "si capisce che il nord non può amare Roma".

Comunque, "tutti sanno che io non ce l’ho mai avuta con il popolo romano, ma ce l’ho con Roma apparato che ruba la libertà e la ricchezza a chi la produce".

Basta insulti, è l’appello che arriva da tutta l’opposizione. Il Pd prepara una mozione di sfiducia individuale a Bossi come ministro, mentre l’Italia dei Valori scrive una lettera aperta al presidente della Repubblica chiedendogli di intervenire contro il "vilipendio" della Capitale e annuncia sostegno politico alla mozione di sfiducia del Pd. A prendere posizione a nome del governo è il ministro degli Esteri Franco Frattini, che, dopo aver parlato con Berlusconi attacca: "questa volta l’ha fatta grossa".
 

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