11 Dicembre 2015

Boschi: tutela dei danneggiati da inserire subito in Stabilità

Boschi: tutela dei danneggiati da inserire subito in Stabilità
o il
ministro delle riforme: intervenuti per evitare la chiusura delle banche
«mio padre persona perbene». domenica protesta a firenze vicino alla
leopolda

più possibili determinati interventi». A seguire, una dura accusa alle opposizioni: «Ci vuole la capacità di chi ci rappresenta a livello europeo e sta nel Parlamento europeo di starci davvero. Adesso sento tante polemiche di esponenti dell’ opposizione ma quando si trattava di fare queste scelte in Europa loro non erano in Parlamento ma in qualche trasmissione televisiva…». E sempre in tema di dibattito politico, il ministro ritiene «giusta ogni proposta in Parlamento, anche per una commissione di inchiesta vera, approfondita, per accertare le responsabilità a vari livelli. I governi precedenti non hanno ritenuto di intervenire in passato sulle banche, anche se c’ erano fragilità di elementi di sistema. È una situazione che ha radici negli anni». Infine, Boschi ha affrontato la parte familiare della vicenda. «In una di queste banche – ha detto – mio padre è stato vicepresidente per 8 mesi, dal maggio 2014 al febbraio 2015, quando il nostro governo ha commissariato la banca. Quindi il nostro è un governo che sicuramente non fa favoritismi e non fa leggi personali. Comunque, la mia famiglia è molto solida e affronteremo questo momento rimanendo uniti». A Firenze In attesa che in Parlamento si materializzi l’ ormai attesissimo “rimedio” ad una situazione che la maggioranza continua a ribadire essere frutto della cattiva gestione delle banche coinvolte, e non certo provocata dall’ eseutivo, per tutta la giornata di ieri ha continuato a montare la marea di proteste. E si è anche materializzato un appun Marco Ventimiglia «Il nostro governo è intervenuto per evitare che quattro banche chiudessero, quindi che migliaia di dipendenti restassero senza stipendio e che migliaia di correntisti perdessero i propri risparmi». Ospite alla presentazione (l’ ennesima) del nuovo libro di Bruno Vespa, Maria Elena Boschi non si è sottratta al tema del momento, tanto più che l’ esecutivo di cui fa parte sta cercando di definire proprio in questi giorni un provvedimento per tutelare i soggetti maggiormente danneggiati da questi vicenda, che con tutta probabilità verrà inserito direttamente nella Legge di Stabilità. «Stiamo approfondendo – ha spiegato il ministro delle Riforme – un intervento ulteriore nella manovra per andare incontro» agli obbligazionisti straordinari. Ed ancora: «Ci sono varie ipotesi di interventi di carattere di solidarietà: dobbiamo capire quanto intervenire a livello pubblico e quanto con soluzioni alternative». Nessun disagio «Sul piano politico – ha affermato Boschi – non c’ è nessun disagio perché il nostro governo è intervenuto per evitare la chiusura. Queste quattro banche avranno sì un futuro ridimensionato, ma avranno un futuro. Abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto. E lo abbiamo fatto nel modo possibile nell’ attuale situazione. Bankitalia ha detto che ci sono responsabilità proprio dell’ Europa, con la commissione europea che ha poi replicato. Io ricordo che prima c’ era un quadro comunitario differente, mentre oggi non sono “Il 70% dei dipendenti aveva investito in azioni o obbligazioni delle banche coinvolte” Lando Sileoni Federazione Autonoma Bancari Italiani tamento, con le “vittime del salva banche” che domenica scenderanno in piazza a Firenze, in concomitanza con il secondo giorno della Leopolda. I I risparmiatori avevano chiesto l’ autorizzazione di manifestare proprio nella piazza antistante alla stazione, sede della kermesse democratica, ma la Questura ha negato il permesso. La manifestazione, hanno quindi spiegato le “vittime”, si terrà ugualmente in una zona autorizzata a circa 500 metri dalla sede dell’ evento. «Quello che è successo ha due cause: malagestione e una politica spregiudicata da parte dei vertici delle banche che volevano recuperare terreno a fronte di una carenza di liquidità»: sono le parole di Lando Sileoni, segretario generale della Federazione Autonoma Bancari Italiani. «C’ è un dato fondamentale – ha spiegato il sindacalista riferendosi all’ intero sistema -, cioè che l’ 80% delle sofferenze è rappresentato da affidamenti, ovvero decisioni prese dai vertici degli istituti. Questo ce lo dicono i dati di Bankitalia. I grandi gruppi premiano il rapporto diretto con le imprese e le industrie locali, mentre i lavoratori rispetto a queste decisioni non hanno nessuna responsabilità». E secondo i calcoli del Fabi, il 70% dei dipendenti dei quattro istituti di credito avevano investito in azioni o obbligazioni delle stesse banche. «Non sapevano come andavano le cose, perché non avevano accesso ai dati sensibili. Se avessero saputo qualcosa, i lavoratori avrebbero trasferito le informazioni al cliente». Un versante, questo, su cui si sta muovendo il Codacons. «Molti di quelli che si stanno rivolgendo a noi, lamentano il fatto di non essere stati informati sui rischi e sul grado di solidità delle banche. E non si tratta solo del rischio di investimento – puntualizzano dall’ associazione -, ma anche delle notizie non date circa lo stato di dissesto delle banche». Attraverso il proprio sito internet, il Codacons ha iniziato a raccogliere le segnalazioni dei singoli risparmiatori, al vaglio di un team di avvocati: «Abbiamo già avuto oltre duemila visioni. È presto per tirare le somme, ma spesso si tratta di anziani ai quali hanno fatto mettere firme senza spiegare». l’ Unità Venerdì, 11 Dicembre 2015.
 
 

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