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20 Marzo 2003

Borse in ripresa, fiducia negli Usa

Borse in ripresa, fiducia negli Usa


La guerra fa meno paura. Le Borse sono ottimiste. Gli investitori sono più tranquilli. Si esce dal porto-rifugio dell?oro, in calo. Ma resta l?allarme petrolio, che va in altalena tra impennate e ribassi.
I mercati scommettono dunque su una durata breve del conflitto e sulla vittoria americana. In Europa, trionfano così i rialzi. Da Piazza Affari, dove il Mibtel segna +1,52%, a Parigi (+1,53%), da Francoforte (+ 1,18%) a Londra (+0,48%). Wall Street si lascia condizionare invece dai timori per l?economia e va in altalena. Ma poi alla fine tenta il riscatto (Dow Jones + 0,87%). Anche se il Nasdaq non riesce a risollevarsi (- 0,25%). Ad affondare l?indice dei tecnologici è Oracle. Società in trincea. Stavolta è il colosso del software a lanciare un grido di sofferenza per i bassi ricavi. Superdollaro intanto ritrova la sua forza. E spinge l?euro sotto quota 1,06. Per l?economia europea si configura uno scenario simile a quello post 11 settembre? Dal petrolio, arrivano segnali contraddittori. Le quotazioni del greggio a Londra hanno registrato un?impennata di oltre il 2%. Ma a New York il barile è sceso a 31 dollari. Significa che vale il 18% in meno rispetto alla scorsa settimana.
Eppure, i consumatori lanciano l?allarme caro-greggio. Che potrebbe avere ripercussioni rilevanti sull?inflazione. L?Adiconsum lamenta come «nulla sia stato fatto» per contenere la febbre dei prezzi scatenata dall?ascesa del barile. E insiste sulla richiesta di prevedere una variazione del costo della benzina ogni 30 giorni per registrare la media delle oscillazioni avvenute nel mese precedente. L?Intesa rilancia, dal canto suo, la proposte di un bonus da 0,075 euro al litro. Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori riunite appunto nell?Intesa) invocano quindi un intervento urgente del governo.
Ma i ministri delle Finanze Ue hanno bocciato ieri il ricorso alla leva fiscale («Non sono possibili misure degli Stati membri che potrebbero ridurre il costo per i consumatori se poi fossero i produttori a trarne il beneficio»).
Certo, lo scenario che si prospetta è dominato da una grande incertezza. L?Opec ha assicurato nel primo pomeriggio che avrebbe proseguito nelle forniture di petrolio anche con una guerra in corso. Nello stesso tempo, l?associazione dei Paesi produttori di cui fa parte anche l?Iraq, ha fatto sapere che interverrà per evitare un crollo dei prezzi provocato dal conflitto. In effetti, dopo aver toccato livelli record, i prezzi dell?oro nero da qualche giorno hanno imboccato una strada in discesa. Anche il costo dei carburanti è in ribasso. Ieri alla lista delle compagnie che stanno riducendo i prezzi consigliati ai gestori si è aggiunta la Esso. Da oggi la verde cala di 0,010 euro (facendo scendere il costo di un litro a 1,101 euro). Il gasolio diminuisce di 0,003 euro. Dagli scenari macroeconomici alle tasche degli automobilisti. Dalla Bosch arriva qualche consiglio. Il noto costruttore di componenti auto, impegnato nella riduzione dei consumi a favore di un ambiente più sano, consiglia di frenare di meno (ad esempio affrontando una curva con un?andatura uniforme) e di accelerare a fondo quando si guida. Secondo Bosch usare marce più alte significa risparmiare il 10% del carburante.

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