23 Aprile 2008

Borsa della spesa più cara milano ha il record italiano

Borsa della spesa più cara milano ha il record italiano
Maiolo: con le nostre promozioni cerchiamo di dare una mano

Fare la spesa a Milano costa di più che nel resto d`Italia. Precisamente l`11,2 per cento oltre la media nazionale. Quello che tutti verificano ogni giorno viene certificato anche dall`Istat, che in uno studio ha messo a confronto il livello dei prezzi in 20 città della penisola, per lo più capoluoghi di regione, di un paniere di beni – alimentari, abbigliamento e calzature e arredamento – che rappresenta circa il 35 per cento dei consumi medi di una famiglia. Milano, insieme con Bolzano, si aggiudica, quindi, la maglia nera del caro-cibo. “Tutta colpa degli affitti elevati degli immobili e delle tasse – spiega Tiziana Maiolo, assessore comunale alle Attività produttive – . Le spese del negoziante, che sono molto alte, ricadono inevitabilmente sul consumatore finale“. Un dato che non si spiega, invece, l`assessore regionale al Commercio, Franco Nicoli Cristiani: “Mi risulta che in Lombardia la spesa costi tra il 6 e l`8 per cento in meno rispetto almeno alla Liguria e all`Emilia Romagna. Da parte nostra stiamo trattando per prorogare per quattro mesi la campagna “prezzi bloccati“ in scadenza a fine mese, ma è difficile: la grande distribuzione preferisce promozioni proprie e più corte“. Dai dati Istat del 2006, elaborati con Unioncamere e l`Istituto Guglielmo Tagliacarne, emergono peraltro alcune distinzioni: se per i prodotti “lavorati“ le differenze sono “relativamente contenute“, rispetto alle altre città lievitano con margini “nettamente più ampi“ i prezzi di carne e pesce freschi, ortaggi e frutta. Alcuni degli articoli protagonisti, tra l`altro, degli sconti della quarta settimana promossi dal Comune per andare incontro ai cittadini che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Fino a fine mese svizzera a 7,90 euro al chilo, pane a tre euro al chilo, carne a prezzi all`ingrosso ogni sabato mattina ai Mercati generali, oltre al farmers market una volta al mese. E da lunedì scorso anche cinque prodotti d`ortofrutta scontati in 99 negozi della città. Iniziative che, se in alcuni casi permettono di risparmiare – zucchine, arance, patate, bresaola – negli altri la convenienza è pressoché nulla. Fino a fine mese, per esempio, anche la grande distribuzione promuove alcuni prodotti. Hamburger di bovino adulto all`Esselunga sono fuori a 4,99 euro, alla Standa a 6,99. Meno dell`offerta a 7,90 del Comune assieme all`Unione del Commercio, iniziata il mese scorso con qualche difficoltà causata anche dalla Pasqua di mezzo. “Della nostra carne possiamo garantire la qualità – spiega Maurizio Arosio, presidente associazione macellai di Milano – il negoziante sotto casa ha anche il compito di insegnare a fare una spesa intelligente, a non chiedere sempre e solo il solito filetto. Questo è uno dei vantaggi rispetto alla grande distribuzione“. Per la frutta le mele golden alla Coop costano 0,85 al chilo, il Comune le promuove invece a 0,95. “Il costo più grande per noi è il trasporto – commenta Dino Abbascià, presidente dei dettaglianti ortofrutticoli dell`Unione del commercio – ma comprando dieci chili di frutta al supermercato il risparmio non c`è. C`è, invece, solo su alcuni articoli spot, ma non su tutta la spesa di ortofrutta“. Sull`inefficacia delle iniziative contro il carovita soltanto alla quarta settimana concordano le associazioni di consumatori. “Sono positive ma tardive ed insufficienti per affrontare una crisi ormai profonda“, è il parere del presidente del Codacons, Marco Donzelli. “E il resto del mese?“, si chiede Alessandro Miano del Movimento consumatori della Lombardia, “I Farmers market una volta al mese non servono a nulla“. “Una presa in giro – è il commento invece di Francesca Corso, assessore provinciale al Commercio – mettere il pane scontato a tre euro al chilo lo trovo anche offensivo. Noi dal 2 maggio lo metteremo in vendita a un euro al chilo nei supermercati, per ora hanno aderito Conad e Ipercoop. Questo è uno sconto“. Anche in Comune vorrebbero allargare la lotta al carovita: “Martedì gli anziani torneranno a fare la spesa in cascina – conclude Tiziana Maiolo – . Sono iniziative che non risolvono ma una mano la danno comunque“.

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