4 Dicembre 2009

Borraccetti: “Difficile ipotizzare un reato”

Tutte già archiviate le inchieste aperte a Padova, Venezia, Verona e Vicenza
 

 
VENEZIA Anche in Veneto negli ultimi anni le Procure hanno avviato diverse inchieste per il superamento dei limiti del Pm10, ma con scarsi risultati. Il fascicolo aperto a Padova nel 2004/2005 su esposto di Legambiente dal pm Paolo Luca, che aveva indagato i sindaci Giustina Destro e Flavio Zanonato, è stato archiviato.  Stessa sorte per i procedimenti intrapresi a Verona, nel 2003 sempre su denuncia di Legambiente, e poi a Padova, Verona, Venezia e Vicenza su segnalazione del Codacons. «Le Procure procedevano per il reato di getto pericoloso di cose, previsto dall’articolo 674 del codice penale spiega Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto ma davanti ai piani di risanamento dell’aria presentati da Regione e Comuni, hanno optato per l’archiviazione. Secondo i pm non c’erano elementi per procedere, i provvedimenti assunti dagli amministratori erano sufficienti. Ma questa tendenza a fermarsi a interventi di facciata non è più tollerabile, chiediamo al Parlamento norme severe». A Venezia già dal 2005 il pm Giorgio Gava aveva raccolto i piani anti-Pm10 dei Comuni della provincia ma l’indagine, pur non formalmente chiusa, è bloccata. «Non è facile ipotizzare un reato spiega il procuratore capo Vittorio Borraccetti l’omissione di atti d’ufficio si potrebbe contestare solo nel caso in cui l’amministratore non abbia fatto nulla. Se invece ha preso provvedimenti insufficienti, vanno valutati con prudenza: un sindaco non può chiudere le fabbriche o bloccare del tutto il traffico. Anche contestare il getto pericoloso di cose mi sembra un po’ forzato».

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