25 giugno 2017

Boom di incidenti a rischio truffa

Boom dei sinistri Rc auto denunciati in Campania nel 2016, quasi 265 mila per la cronaca, di cui circa 115 mila a rischio frode, oltre il 43%. In nessun’ altra parte d’ Italia è avvenuto un fatto simile. Quando Salvatore Rossi, presidente dell’ Ivass, l’ Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, legge la sua relazione annuale non fa una piega nel dire che «nella città partenopea il prezzo medio della polizza di responsabilità civile auto alla fine del 2016 era di circa 630 euro, mentre ad Aosta era fermo a 300». Più del doppio, quindi, a causa, ancora una volta delle truffe sui sinistri. Non è che Caserta vada molto meglio, il costo della polizza è mediamente di 552 euro. La verità è che Napoli e la sua provincia contribuiscono massicciamente all’ aumento dei sinistri a rischio frode. Nel 2016 i casi identificati sono stati in tutt’ Italia 668 mila, con un balzo in avanti rispetto al 2015 di quasi 70 mila. La relazione annuale dell’ Ivass, zeppa di dati e di tabelle, è impietosa e punta il dito accusatorio contro questa pratica scorretta che inevitabilmente tiene artificialmente troppo alti i premi assicurativi che sono costretti a pagare gli automobilisti perbene. Ciò che maggiormente preoccupa è che negli ultimi 5 anni la crescita di questa tipologia di sinistri risulti costante. Rispetto al 2012, anno in cui erano 400 mila, sono infatti aumentati di quasi il 70%. In particolare, i sinistri che presentano anomalie e sono considerati a rischio frode rappresentano più o meno il 23% di tutti quelli denunciati. Se poi si vanno a scorrere i dati sull’ incidentalità nelle varie province la criticità di Napoli e della Campania in generale balzano immediatamente agli occhi. Nel 2016, nella regione si sono verificati 3,37 sinistri per chilometro di strada e nell’ area metropolitana di Napoli addirittura 16,84. Un dato, questo, che, seppur in leggero calo rispetto all’ anno precedente, è e resta elevatissimo. Se si pensa, per fare qualche confronto, che a Milano è fermo a 12,50 e a Roma a 9,13. In alcuni comuni dell’ hinterland partenopeo questo rapporto tra sinistri avvenuti e chilometri di strade sale vertiginosamente: a San Giorgio a Cremano è addirittura 38,89, a Casavatore 31,94, a Melito 29,69, a Frattamaggiore 28,88, a Casoria 26,56, a Portici 25,88, ad Arzano 25,06, a Villaricca 24,61. Colpisce un dato che evidentemente dimostra come in Campania i 1542 agenti e brokers di assicurazione si tutelino il più possibile di fronte ai rischi concreti di frode: poiché a Napoli il costo medio di un sinistro tra il 2015 e il 2016 è lievitato del 4,7% e a Caserta del 4,3%, nelle due città campane oltre il 50% dei nuovi contratti prevede la scatola nera. Ancora oggi la regione vanta il triste primato degli accantonamenti stimati per incidenti tardivi che incidono sul costo complessivo dei sinistri per il 22,7% contro la media nazionale del 10,3%, anche a causa dei tempi lunghi per denunciare i sinistri da parte degli assicurati e dei danneggiati, oltre l’ anno dal loro accadimento. Tale ritardo obbliga le imprese a stanziare a riserva a fine esercizio somme per sinistri non pervenuti con incidenza doppia rispetto alla media nazionale. Ciò spiega anche perché sia proprio Napoli la città italiana più lenta a risarcire un sinistro. Ma il Codacons non ci sta e giudica ancora insufficienti le riduzioni delle tariffe Rc auto monitorate dall’ Ivass, specie per quanto attiene alle differenze tra Nord e Sud. «Resta ancora abnorme il divario tra le due parti del Paese in merito alle polizze Rc auto – attacca l’ associazione dei consumatori – Vi sono aree dove assicurare una automobile rimane proibitivo. Basti pensare che a Napoli si possono raggiungere anche i 2.800 euro». Ma il presidente Rossi è ottimista: «Ci attendiamo un ulteriore effetto calmieratore dalla lotta alle frodi, grazie alla diffusione delle scatole nere, ormai installate su un quinto dei veicoli circolanti, e all’ entrata in vigore a metà del 2016 dell’ Archivio Integrato Antifrode».