Boom di richieste danni e risarcimenti beffa: pagato solo uno su tre
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fonte:
- Il Messaggero
IL REPORT Oltre cinquecento richieste di risarcimento arrivate al Comune di Roma (tra il 2018 e il 2021) per danni causati da alberi e rami caduti. Con il record, ancora imbattuto, del 2019. Quando nei primi 40 giorni sono stati 150 i romani che, con l’ auto ammaccata o distrutta da un crollo, hanno chiesto poi il conto alle casse dell’assicurazione capitolina. Una strada tutta in salita. Perché appena 1 pratica su 3 sarebbe “passata”. Non una novità: lo stesso copione lo hanno visto anche le “vittime” delle buche che tra il 2017 e il 2018 avevano richiesto un maxi risarcimento. Tra forature, sospensioni rotte, carrozzerie danneggiate e lesioni personali, la somma dei risarcimenti richiesti aveva toccato quota un milione di euro. Ma un anno dopo, le 850 pratiche erano ancora tutte bloccate. Tanto che era stato necessario l’intervento dell’Ivass l’autorità di controllo sulle assicurazioni. Nel mirino erano finiti proprio gli uffici di Assicurazioni di Roma. più riprese era stato il Codacons, l’associazione dei consumatori, chiedere accesso agli atti. Lo stesso, ha fatto per i danni causati dagli alberi. CROLLI Intanto i numeri dal dipartimento Tutela ambiente con l’impennata di crolli nell’ultimo triennio: dai 32 registrati nel 2015, sono stati 143 quelli del 2018. «È l’anno in cui abbiamo iniziato a registrare una serie di “anomalie” con i crolli non hanno fatto altro che aumentare anche nei primi mesi del 2019» conferma il Codacons che proprio due anni fa ha avviato i primi procedimenti con le richieste di accesso agli atti. Quindi le risposte del Dipartimento Ambiente che hanno confermato un serio problema nelle manutenzione delle alberature. Poi, l’apertura delle pratiche con la richiesta di risarcimento. IL PRECEDENTE «Stiamo seguendo oltre 500 assistiti per le richieste di risarcimento al comune dopo i crolli degli alberi. Abbiamo depositato già numerosi esposti anche in Procura ma o oggi, non abbiamo ottenuto alcuna risposta» conferma Carlo Rienzi, presidente Codacons: «Il rischio è che i romani che hanno subito danni a causa dei mancati interventi del comune, non ottengano alcun pagamento». Come già è accaduto. Dopo il nubifragio del 29 e 30 ottobre del 2018, in 450 si erano fatti avanti presentando le fatture da rimborsare. Ma a nessuno è stato riconosciuto il rimborso. Anche in quel caso, causare i danni maggiori erano stati crolli di alberi e rami in diversi quadranti della Capitale. Dopo sette mesi tra attese e solleciti era poi arrivata la risposta: «Si ritiene che il sinistro sia attribuibile alla condizione esimente del caso fortuito e/ di forza maggiore». Il dipartimento Tutela ambientale del Campidoglio, in quel caso faceva riferimento al provvedimento della Regione Lazio per lo stato di calamità naturale. alla deliberazione dello stato di emergenza nei giorni seguenti del Consiglio dei ministri. Così l’Avvocatura capitolina aveva rilasciato agli uffici l’ indicazione per l’esclusione della copertura assicurativa per i danni “d a calamità naturali e la possibile invocazione del caso fortuito”.
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