10 Aprile 2021

Boom di richieste danni e risarcimenti beffa: pagato solo uno su tre

 IL  REPORT  Oltre  cinquecento  richieste  di  risarcimento  arrivate  al  Comune  di  Roma  (tra  il  2018  il  2021)  per  danni  causati  da  alberi  rami  caduti.  Con  il  record,  ancora  imbattuto,  del  2019.  Quando  nei  primi  40  giorni  sono  stati  150  romani  che,  con  l’  auto  ammaccata  distrutta  da  un  crollo,  hanno  chiesto  poi  il  conto  alle  casse  dell’assicurazione  capitolina.  Una  strada  tutta  in  salita.  Perché  appena  pratica  su  sarebbe  “passata”.  Non  una  novità:  lo  stesso  copione  lo  hanno  visto  anche  le  “vittime”  delle  buche  che  tra  il  2017  il  2018  avevano  richiesto  un  maxi  risarcimento.  Tra  forature,  sospensioni  rotte,  carrozzerie  danneggiate  lesioni  personali,  la  somma  dei  risarcimenti  richiesti  aveva  toccato  quota  un  milione  di  euro.  Ma  un  anno  dopo,  le  850  pratiche  erano  ancora  tutte  bloccate.  Tanto  che  era  stato  necessario  l’intervento  dell’Ivass  l’autorità  di  controllo  sulle  assicurazioni.  Nel  mirino  erano  finiti  proprio  gli  uffici  di  Assicurazioni  di  Roma.  più  riprese  era  stato  il  Codacons,  l’associazione  dei  consumatori,  chiedere  accesso  agli  atti.  Lo  stesso,  ha  fatto  per  danni  causati  dagli  alberi.  CROLLI  Intanto  numeri  dal  dipartimento  Tutela  ambiente  con  l’impennata  di  crolli  nell’ultimo  triennio:  dai  32  registrati  nel  2015,  sono  stati  143  quelli  del  2018.  «È  l’anno  in  cui  abbiamo  iniziato  registrare  una  serie  di  “anomalie”  con  crolli  non  hanno  fatto  altro  che  aumentare  anche  nei  primi  mesi  del  2019»  conferma  il  Codacons  che  proprio  due  anni  fa  ha  avviato  primi  procedimenti  con  le  richieste  di  accesso  agli  atti.  Quindi  le  risposte  del  Dipartimento  Ambiente  che  hanno  confermato  un  serio  problema  nelle  manutenzione  delle  alberature.  Poi,  l’apertura  delle  pratiche  con  la  richiesta  di  risarcimento.  IL  PRECEDENTE  «Stiamo  seguendo  oltre  500  assistiti  per  le  richieste  di  risarcimento  al  comune  dopo  crolli  degli  alberi.  Abbiamo  depositato  già  numerosi  esposti  anche  in  Procura  ma  oggi,  non  abbiamo  ottenuto  alcuna  risposta»  conferma  Carlo  Rienzi,  presidente  Codacons:  «Il  rischio  è  che  romani  che  hanno  subito  danni  causa  dei  mancati  interventi  del  comune,  non  ottengano  alcun  pagamento».  Come  già  è  accaduto.  Dopo  il  nubifragio  del  29  30  ottobre  del  2018,  in  450  si  erano  fatti  avanti  presentando  le  fatture  da  rimborsare.  Ma  nessuno  è  stato  riconosciuto  il  rimborso.  Anche  in  quel  caso,  causare  danni  maggiori  erano  stati  crolli  di  alberi  rami  in  diversi  quadranti  della  Capitale.  Dopo  sette  mesi  tra  attese  solleciti  era  poi  arrivata  la  risposta:  «Si  ritiene  che  il  sinistro  sia  attribuibile  alla  condizione  esimente  del  caso  fortuito  e/  di  forza  maggiore».  Il  dipartimento  Tutela  ambientale  del  Campidoglio,  in  quel  caso  faceva  riferimento  al  provvedimento  della  Regione  Lazio  per  lo  stato  di  calamità  naturale.  alla  deliberazione  dello  stato  di  emergenza  nei  giorni  seguenti  del  Consiglio  dei  ministri.  Così  l’Avvocatura  capitolina  aveva  rilasciato  agli  uffici  l’  indicazione  per  l’esclusione  della  copertura  assicurativa  per  danni  “d  calamità  naturali  la  possibile  invocazione del caso fortuito”.
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