15 Luglio 2013

Boom di famiglie indigenti Codacons lancia l’ allarme

Boom di famiglie indigenti Codacons lancia l’ allarme

 

 

di Cristian Rigo Prima perdono il lavoro poi cominciano un lento calvario fatto di bollette non pagate, debiti, pignoramenti e alla fine, disperati, si ritrovano a vivere in condizioni di indigenza che li costringono a chiedere aiuto alle parrocchie, alle mense dei frati e anche alle associazioni dei consumatori. Negli ultimi tempi, le richieste al Codacons si sono moltiplicate. «Stiamo seguendo decine e decine di casi – dice il presidente regionale del sodalizio, Vitto Claut -, persone che non sanno più dove andare a sbattere la testa e si ritrovano in situazioni economiche e di salute precarie dopo aver bussato a tante porte senza fortuna». Le strutture che dovrebbero garantire assistenza, secondo il Codacons, non riescono più a gestire quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza. Due in particolare le famiglie che i volontari dell’ associazione stanno seguendo in questi giorni e per le quali chiedono alle istituzioni di intervenire al più presto. «Se non fosse per la generosità di don Tarcisio (il parroco che accoglie i bisognosi nella parrocchia di San Pio X, ndr) – spiega il volontario del Codacons, Pierluigi Chiarla – una famiglia udinese con sei figli non avrebbe nemmeno da mangiare. Le difficoltà sono iniziate quando il marito, di 51 anni, si è ammalato e ha perso il lavoro che aveva come operaio edile. Con il solo stipendio delle moglie, dipendente della sanità di 48 anni, non riescono a far quadrare i conti anche perché il figlio più piccolo soffre di una grave patologia e anche ai genitori è stata riconosciuta una parziale invalidità. Al momento vivono in un appartamento dell’ Ater senza luce e sono costretti a farsi tenere le medicine nel frigo dei vicini. In più – aggiunge – sulla famiglia incombe anche uno sfratto poiché negli ultimi tempi non ha potuto pagare i canoni di locazione. Cosa accadrà quando saranno costretti a lasciare anche l’ alloggio?». Un altro caso particolarmente grave che viene seguito dal Codacons è quello di un pensionato di 70 anni con difficoltà a deambulare che è rimasto senza casa. «Gli hanno pignorato l’ appartamento mentre era ricoverato in ospedale – assicura Chiarla -. Per alcuni giorni l’ anziano, ex commerciante in pensione che era residente a Faedis, è stato costretto a chiedere ospitalità a don Tarcisio, ma da ieri non abbiamo più sue notizie e siamo preoccupati». Per questo motivo il Codacons sta pensando anche di organizzare un sit-in di protesta davanti ai servizi sociali del Comune di Udine. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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