21 Agosto 2009

Boom di assegni a vuoto

Crescono i protestati

Dilagano gli assegni «cabrio» e le cambiali a vuoto. I conti dei fiorentini sono in rosso e i protesti aumentano in modo esponenziale. Secondo un’indagine svolta a livello nazionale da Unioncamere, la nostra città è quindicesima, in Italia, per le mancate promesse di pagamento. Nel primo semestre 2009 ammontano infatti a oltre 30 milioni e 200mila i protesti, con un incremento del 31% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il numero degli assegni scoperti e delle cambiali a vuoto rilevati in città sfiora così quota 8.700, cioè +14,7% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. I pagherò rimasti sulla carta riguardano soprattutto le cambiali, cresciute in un anno del 68,3% nell’importo complessivo, del 25,1% nel numero e del 38,5% nel valore medio, che oggi si attesta sui 2.500 euro. Va un po’ meglio per gli assegni cabriolet, diminuiti nel numero (-5,4%) e cresciuti solo’ del 2,1% e del 7,9%, rispettivamente nell’importo e nel valore medio. «Un aumento del genere, sia nell’elevazione dei protesti che nell’importo degli stessi commenta Silvia Bartolini, presidente di Codcons Toscana era del tutto prevedibile. In Toscana le famiglie indebitate sono circa 30.000 e l’aumento esponenziale è diretta conseguenza della pesantissima crisi finanziaria. Che si assomma all’aumento altrettanto rilevante a Firenze degli sfratti per morosità e delle esecuzioni immobiliari».  «A fronte di ciò prosegue la presidente regionale del Codacons le banche non hanno mostrato maggiore apertura nel concedere prestiti e mutui e, anzi, hanno stretto fortemente l’erogazione del credito. E questo è anche uno dei motivi per cui sempre più spesso si ricorre in alternativa alle cambiali». Chi è, dunque, il protestato tipo? «È una persona risponde la Bartolini che accumula finanziamenti su finanziamenti, anche per far fronte a spese quotidiane, come generi alimentari e sanità, e, non ottenendo credito dalle banche, fa ricorso alle cambiali». Il fenomeno del sovraindebitamento è infatti dipeso sì dalla crisi globale, ma anche dall’eccessiva disinvoltura di alcuni, che si indebitano per beni non necessari.

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